Salvo clamorosi (ma improbabili) colpi di scena, oggi pomeriggio Angelo Camilli sarà designato nuovo presidente di Unindustria, l'Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Alle ore 15 si riunisce, infatti, il Consiglio generale, composto da 127 membri. Pochi in presenza, molti collegati in teleconferenza.

Termina dunque il mandato di Filippo Tortoriello. Si conclude una fase caratterizzata dal lavoro dei tre saggi (Giancarlo Abete, Aurelio Regina, Maurizio Stirpe).
All'inizio erano 4 i nomi in corsa: Sabrina Florio (Ceo di Sosepharma), Angelo Camilli (Consilia), Fabrizio DiAmato (MaireTecnimont) e Alessio Rossi (Imaco).

Oggi dunque la designazione di quello che sarà il diciassettesimo presidente dell'associazioni degli industriali del Lazio, che dal 1° gennaio 2011 si chiama Unindustria e raccoglie tutte le varie sedi. L'elezione vera e propria ci sarà il 30 settembre, da parte dell'assemblea generale. Non è mai successo nella storia che la designazione del Consiglio sia stata ribaltata dall'assemblea.

Il 15 settembre il presidente dovrà presentare la squadra, comprensiva pure dei "vice", che poi saranno i responsabili delle varie sedi territoriali di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Il candidato alla presidenza è Angelo Camilli. Anche se c'è attesa per le comunicazioni ufficiali dei "saggi" in merito alla decisione dei probiviri relativa alla candidatura di Fabrizio Di Amato, che resterà in ogni caso la vera sorpresa di questa fase del rinnovo della presidenza.
Perché capace di rappresentare le istanze di rinnovamento che arrivano dalla base.

Il punto è noto: il regolamento di Unindustria prevede che per concorrere alla presidenza è necessaria l'iscrizione di almeno un anno all'associazione laziale.
Alla quale Di Amato si è reiscritto da poco più di otto mesi. Sarà importante anche capire se magari nel prossimo futuro potrà essere messo all'ordine del giorno di una delle sedute dell'assemblea la modifica di alcune parti del regolamento. Tra le quali anche quella del tempo di iscrizione necessario.

Un passaggio del genere potrebbe essere interpretato come un'apertura a Fabrizio Di Amato, che anche in prospettiva rappresenta una "risorsa" dell'associazione di categoria. Presidente e fondatore di Maire Tecnimont, una realtà che conta miliardi di fatturato. Maire Tecnimont, infatti, opera in 40 nazioni, con 50 società operative, una società titolare di 1.100 brevetti.
Fabrizio Di Amato, classe 1963, è pure vicepresidente di Assolombarda, con delega al centro studi.
Da Assolombarda proviene Carlo Bonomi, neo presidente di Confindustria nazionale. E indubbiamente Di Amato viene visto da una parte significativa della base associativa come una persona in grado di interpretare le istanze di rinnovamento e anche di discontinuità. Un nome che andrà seguito con attenzione, anche e soprattutto nel prossimo futuro. I lavori odierni saranno aperti dalla relazione del comitato dei tre saggi. Toccherà al "componente anziano" Giancarlo Abete illustrarla.

Dicevamo di Angelo Camilli, numero uno di Consilia.
Nel mondo di Unindustria è di casa e conosce alla perfezione tutti i meccanismi e le sfumature.
Ha ricoperto il ruolo di vicepresidente sia nel mandato di Filippo Tortoriello che in quello di Maurizio Stirpe.
È stato pure presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Roma e responsabile del settore delle piccole e medie imprese. Si appresta ad essere il diciassettesimo presidente dell'associazione di via Noale, che dal 1° gennaio 2011 si chiama Unindustria.

Prima di lui, con riferimento al periodo relativo dal 1982 ad oggi, su quella poltrona ci sono stati Ennio Lucarelli, Andrea Mondello, Brunetto Tini, Giancarlo Abete, Giancarlo Elia Valori, Luigi Abete, Aurelio Regina, Maurizio Stirpe e Filippo Tortoriello. Evidente comunque che anche per Unindustria si apre una fase nuova e particolarmente delicata. Anche e soprattutto in considerazione del fatto che la crisi determinata dalla pandemia Covid-19 ha investito come uno "tsunami" il mondo produttivo, industriale ed economico. E a livello di rappresentanza l'elezione di Carlo Bonomi alla guida di Confindustria nazionale ha segnato altresì un momento di forte discontinuità. Stesso scenario si profila per Unindustria e Angelo Camilli dovrà interpretare le istanze di rinnovamento che arrivano dalla base.

Terminata questa fase, si apre la partita della presidenza delle sedi territoriali di Unindustria, tra le quali quella di Frosinone. In pole position per  raccogliere il "testimone" da Giovanni Turriziani c'è Miriam Diurni, presidente del consiglio di amministrazione dell'azienda Carmesi, società consortile specializzata in logistica, con sede ad Anagni. Miriam Diurni vanta esperienze nel consiglio di amministrazione del Consorzio Asi ed è membro del Consiglio della Camera di Commercio di Frosinone.
Il percorso è sempre lo stesso: sarà la commissione dei saggi ad avviare la procedura.