I negozianti ceccanesi cercano di scrollarsi di dosso il periodo di difficoltà, ma la ripresa fatica a decollare: clientela al ribasso e regole stringenti non aiutano.
Passeggiando il sabato pomeriggio, davanti alle vetrine dei pochi negozi che tentano di resistere, si nota la mancanza di persone a passeggio per la città, con i negozi quasi vuoti.

Di sicuro, il lockdown non ha aiutato esercenti che, a Ceccano, faticano ormai da anni a tirare avanti.
Fausto e Claudia sono i titolari di Speedy Food, punto di riferimento per un boccone in piazza XXV Luglio.
«Abbiamo notato una flessione, esercenti e clienti cercano di risparmiare. In negozio al momento siamo tre, ma abbiamo un altro ragazzo che non abbiamo potuto richiamare; è tuttora in Cassa integrazione.
Stiamo avendo però qualche problema con la clientela, facendo fatica a far rispettare le regole: distanziamento sociale, uso della mascherina, ma c'è chi non vuol sentire ragioni. Abbiamo registrato un calo di un trenta per cento sugli incassi. Il grande problema di questo periodo è derivato però anche dall'annullamento dei festeggiamenti di San Giovanni, questo giugno assomiglia più a un settembre per quanto riguarda gli affari  - evidenziano - Le difficoltà tra i commercianti si registrano anche per quel che riguarda le limitazioni imposte dalle regole. Un bar con punto scommesse si ritrova a ripartire con gli affari a mezzo servizio, anche a causa di uno stop a slot e gioco d'azzardo fino al primo luglio, imposto dalla Regione Lazio».

Andrea Fratangeli, proprietario della fumetteria e ludoteca La Torre Nera registra che, la varietà di prodotti in vendita, lo ha aiutato a rialzarsi.
«La fortuna è avere a disposizione un'offerta diversificata, che va dai fumetti alle carte.
Durante la quarantena mi ha aiutato molto il fare consegne a domicilio. Ora c'è un nuovo momento di calo, ma comunque tra una cosa e l'altra ci teniamo a galla con numeri simili al periodo pre-quarantena, ora aiuta anche il poter tornare a fare qualche evento in negozio».

Abbiamo chiesto il parere anche a Daiana, proprietaria dell'omonima merceria: «Questo periodo così particolare ha cambiato anche il mio lavoro.
Rispetto a prima adesso vendo molto più materiale, la gente ha trovato il tempo e riscoperto la passione del lavoro manuale a casa. Nonostante gli sforzi il calo raggiunge un buon trenta per cento».