L'idea è quella di procedere con la nomina di un direttore generale in tempi rapidissimi. Uno o due mesi al massimo. Il che vorrebbe dire riaprire il bando.
Insomma, la strategia è quella di evitare di procedere con il commissariamento, anche se l'opzione naturalmente resta comunque sul tavolo.

Stefano Lorusso è stato nominato manager della Asl di Frosinone nel settembre 2019, vale a dire nove mesi fa.
Subentrando a Luigi Macchitella, che aveva ricoperto il ruolo di commissario straordinario per quattro anni.
E siccome negli ultimi venti anni alla guida della Asl si sono alternati quattordici tra direttori generali, commissari e facenti funzione, adesso l'imperativo categorico è evitare possibili "vuoti di potere".

L'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato appare intenzionato a procedere con l'indicazione di un direttore generale. Andando quindi a "pescare" tra i professionisti che fanno parte dell'elenco degli idonei.
Nel quale elenco ci sono sia il direttore sanitario Patrizia Magrini che quello amministrativo Pierpaola D'Alessandro. Entrambe in corsa quindi.

Fra gli altri nomi che circolano per una eventuale nomina a direttore generale c'è quello di Giorgio Casati, manager dell'Azienda Sanitaria Locale di Latina.
C'è pure da dire che nei prossimi mesi bisognerà procedere alla nomina di 4 o 5 direttori generali di altrettante Asl del Lazio.

Può darsi che D'Amato decida di effettuare tutte le nomine contestualmente. Intanto però come direttore generale facente funzioni la situazione è definita: il ruolo verrà esercitato da Patrizia Magrini.
Sono le norme a stabilire che questa funzione venga espletata dal professionista più anziano tra i due che ricoprono le cariche di direttore sanitario e amministrativo.

Per quanto riguarda Stefano Lorusso, i prossimi saranno gli ultimi giorni passati a Frosinone.
Anche se prenderà servizio come Capo della segreteria tecnica del Ministero della Salute il prossimo 1° giugno.
Farà parte della squadra che dovrà disegnare la sanità italiana del dopo Covid. A stretto contatto con il ministro Roberto Speranza (i due sono amici oltre che conterranei) e con Gianni Rezza, nei giorni scorsi nominato nuovo direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.
C'è un elemento che unisce Roberto Speranza, Gianni Rezza e Stefano Lorusso: la comune fede calcistica per la Roma.

Tornando alla Asl di Frosinone, dunque, lo schema per l'immediato è il seguente: direttore generale facente funzioni Patrizia Magrini, direttore amministrativo Pierpaola D'Alessandro, direttore sanitario facente funzioni Stefano Brighi. Intanto alla Asl di Frosinone si guarda già oltre il Covid. In una nota si legge: «Due giorni fa, per la prima volta nella Asl di Frosinone, presso il Presidio "Spaziani" è stato impiantato un filtro cavale con un approccio transgiugulare».

E ancora: «L'intervento, perfettamente riuscito, è stato eseguito su un paziente di 50 anni, che dopo solo 24 ore è stato dimesso ed è tornato a casa. È in buone condizione e dovrà seguire un breve periodo di riposo.
Si è trattato di un approccio di chirurgia vascolare mininvasiva, realizzato mediante la Radiologia Interventistica che, adottata come scelta innovativa dal Management aziendale, non solo ha ampliato ed innalzato il livello e la quantità di prestazioni offerte dal sistema di cure della Asl, ma permette di ridurre il "gap" di prestazioni con altri ospedali, evitando trasferimenti rischiosi ed urgenti in altre strutture. La procedura seguita si utilizza quando è necessario prevenire l'embolia polmonare, spesso letale, in pazienti con trombosi venosa profonda (TVP) recidivante.
Grazie al filtro il sangue viene filtrato e si bloccano quei trombi che, se lasciati liberi, finirebbero inevitabilmente per giungere al circolo venoso polmonare, bloccando il sangue da ossigenare e provocando così una morte improvvisa».

Prosegue il comunicato: «L'innovativo intervento è stato eseguito dal dottor Sergio Santangeli della Uoc Chirurgia del Presidio Ospedaliero "Fabrizio Spaziani" di Frosinone».