Il teatro romano di Ferentino, risalente al II secolo d.C., deve essere portato alla luce nella sua interezza per accrescere il patrimonio artistico e storico della città ma anche dell'intera Nazione. È quanto chiede l'avvocato Giampiero Vellucci, anche a nome di un comitato popolare, al ministro per i beni e le attività culturali, l'onorevole Dario Franceschini. L'avvocato del foro di Frosinone ha indirizzato un invito-diffida al ministro a porre in essere tutti gli atti e i comportamenti amministrativi finalizzati alla immediata ripresa delle attività di scavo e di recupero. In caso di risposta negativa, Vellucci, originario di Ferentino, è pronto a "rilanciare", finanziando lui stesso l'opera. Quell'opera che osservava sempre durante il tragitto a piedi con i fratelli, per raggiungere la scuola, le elementari prima, le medie dopo e infine il liceo classico. Abbiamo chiesto all'avvocato da dove nasce l'idea. «Tutto è iniziato nei primissimi giorni di marzo, prima che insorgesse l'emergenza sanitaria. Mi trovavo a Milano per un processo e la moglie di un avvocato dello stesso collegio difensivo, una professoressa universitaria di Storia dell'Arte, mi ha riferito che sarebbe venuta a Ferentino per studiare il teatro romano. Sono rimasto sorpreso che a Milano si parlasse di Ferentino e allo stesso tempo ho provato un senso di profonda tristezza perché conoscevo le condizioni del sito. In quella circostanza mi sono assunto l'impegno di ospitare la professoressa a Ferentino. Ma poi è esplosa la pandemia e non è stato possibile. La docente mi ha chiesto però di inviarle delle foto del teatro e mi sono, quindi, recato con un amico profondo conoscitore della zona, Giancarlo Paris, nel quartiere Santa Lucia, dove si trova appunto il teatro romano. Ho trovato uno spettacolo non edificante, perché l'opera era in condizioni non ottimali. Ma ciò che continua a colpirmi è il fatto che il teatro non sia ancora pienamente venuto alla luce. Tutti sanno che nel 1927 fu l'archeologo Alfonso Bartoli a portare alla luce questa bellissima opera e che poi stranamente i lavori di scavo e recupero sono stati interrotti. Fatto grave perché ancora oggi non si sa quale altro tesoro ci possa essere». Da qui l'iniziativa e l'invito-diffida al ministro «affinché intervenga per far in modo che gli scavi riprendano. Ritengo assurdo che un'opera di questa importanza che andrebbe ad arricchire il patrimonio della città di Ferentino e dell'Italia, per mancanza di copertura economica, quando si sprecano milioni di euro, non sia stata ancora riportata alla luce. Seconda motivazione credo che, poiché l'Italia dovrà ripartire dal turismo, offrendo un prodotto appetibile e apprezzabile da tutto il mondo, non possiamo fare a meno di riportare alla luce il teatro romano. Il ministro per il momento ha avuto un invito-diffida perentorio e cortese, ma ovviamente deve comunque dare una giustificazione o in positivo, ponendo in essere gli atti richiesti, o in negativo dicendo perché non può iniziare gli scavi. Io sono anche disposto, avendolo fatto per lo stadio comunale di Ferentino, edificato a mie spese personali, a finanziare la ripresa dell'attività di recupero del teatro romano. Se lo Stato non avesse i danari, questi si trovano privatamente, ma non devono esserci ostacoli burocratici, che notoriamente rallentano le iniziative dei privati. Ferentino ha un patrimonio artistico e storico di importanza internazionale». L'avvocato Vellucci cita alcuni dei patrimoni della città, Porta Sant'Agata dalla storia centenaria, la chiesa secolare di Santa Lucia, Porta Sanguinaria, il Testamento di Aulo Quintilio Prisco. E infine la proposta al sindaco Antonio Pompeo. «Al sindaco, con il quale i rapporti sono notoriamente cordiali, seppur non condividiamo lo stesso partito politico, la proposta di creare un assessorato al turismo ad hoc che si occupi della valorizzazione del patrimonio storico, artistico. Immagino un ufficio turistico con giovani che possano essere avviati anche al lavoro e che "bombardino" il mondo del prodotto che offre la città, sfruttando la tecnologia. Si deve bussare alla porta dei tour operator che durante il tragitto da Roma a Napoli potrebbero proporre la sosta a Ferentino». Ora si attende la risposta del ministro Franceschini.