Lo hanno picchiato e rapinato, e ora Giuseppe Tucciarelli, il 74enne anagnino vittima di questa insensata violenza finalizzata a derubarlo della pensione da poco incassata, decide di raccontare quei terribili momenti. L’anziano è stato dimesso dall’ospedale di Frosinone, e seppur dolorante s’è recato al circolo di Osteria della Fontana, che frequenta solitamente, per cercare di dimenticare l’accaduto giocando a briscola con i suoi amici.

Scrollando desolato il capo, con movimenti attenti e circospetti, Giuseppe ricorda quegli istanti. «Ero rientrato a casa dopo aver incassato la pensione, e poco dopo stavo per uscire di nuovo quando, appena aperto il cancello, sono stato aggredito con ferocia; l’uomo, mi sembra che fosse uno anche se alcuni che potrebbero aver visto qualcosa sostengono che i banditi fossero due, mi ha strappato dalle mani le chiavi del cancello gettandole sul sedile della mia Panda, con la portiera aperta ed il motore acceso. Il rapinatore portava il passamontagna, e non ricordo se avesse parlato quindi non saprei dire se fosse di nazionalità italiana oppure no. Dopo avermi preso tutto, è scappato sbattendo il cancello e lasciandomi fuori. Ho telefonato per chiedere aiuto, e sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza. Abito da due anni in quella casetta, mi trovo bene in quella zona tranquilla; ogni primo del mese riscuoto la pensione e faccio i pagamenti che mi toccano, forse chi mi ha aggredito sapeva tutto; quanto accaduto mi ha precipitato nella disperazione e nella insicurezza».

Proseguendo a fatica Giuseppe ha aggiunto «i carabinieri, non avendo le chiavi del cancello, hanno utilizzato attrezzi da lavoro per poterlo aprire; dopo sono stato trasportato all’ospedale». Le indagini degli uomini del capitano Camillo Giovanni Meo proseguono in ogni direzione, ma probabilmente sono accentuate nell’entourage. La dinamica dell’accaduto, fa presagire che l’autore o gli autori avessero buona conoscenza delle abitudini di Giuseppe.