C’è un po’ di Ciociaria, anzi c’è molta Ciociaria, nella prima medaglia d’oro italiana ai mondiali indoor di atletica a Torun, in Polonia. A conquistarla è stato infatti l’italiano nato a Cuba, Andy Diaz, fenomeno del salto triplo, che ha trovato nel tecnico frusinate Fabrizio Donato, altra leggenda della specialità, non solo uno straordinario allenatore, ma un vero e proprio fratello maggiore. Il rapporto tra l'allenatore ed il suo formidabile atleta è anche un rapporto di amicizia sincera e di stima reciproca.
E allora lavorare, lavorare duro, può esser meno pesante e persino piacevole. A questi mondiali sembrava che Andy non potesse nemmeno partecipare. Donato era orientato sulla strada della prudenza e, come ha dichiarato Diaz al sito nazionale dell’Atletica leggera, è stato lui a convincerlo che si potesse e dovesse tentare, nonostante l’infortunio occorso in fase di preparazione e solo da poco smaltito. E in pedana, hop, step e jump ed ecco subito un 17,47 che uccide la gara. Avversari annichiliti e Diaz subito padrone di una competizione che ha dominato, con carisma, classe e… un paio di nulli belli lunghi, quasi ad avvertire gli altri che ci fosse margine ulteriore. Settimo l’altro italiano, Dallavalle, protagonista di una gara regolare ma senza acuti e chiusa a 16,90.
E adesso? Adesso la premiata ditta Diaz Donato non fa mistero di puntare al record del mondo. L’allievo l’ha promesso al maestro, e Diaz è uno che le promesse tende a mantenere. Quando? Magari al Golden Gala, ha sussurrato ai microfoni Fidal. Attendiamo con fiducia e intanto ci complimentiamo per questo secondo oro di fila ai mondiali indoor…