Percorrono dieci chilometri a piedi, alcuni scalzi e con le sole ciabatte, e si presentano davanti i cancelli della locale caserma invia della Sanità per chiedere aiuto. Nello specifico le loro richieste hanno riguardato l’avere indumenti invernali, scarpe e anche la quota di soldi che secondo le regole dell’ospitalità, stabilite dal ministero degli Interni, gli sono dovuti dalla coop che li gestisce. Questa l’incredibile storia che ieri ha riguardato i venti ospiti che sono partiti dal centro di accoglienza di Monte San Marino.

Ad aiutarli il grande cuore dell’Arma dei carabinieri e della Polizia locale. La storia Sono arrivati di primo mattino davanti l’ingresso della caserma dopo la lunga scarpinata, e si sono posizionati in maniera molto civile lungo la cancellata della vicina scuola materna.

La loro presenza non è passata inosservata agli insegnanti e piccoli alunni del plesso ed ai tanti automobilisti che nella fascia oraria percorrevano la tangenziale di via Madonna della Sanità. Hanno suonato al citofono della caserma e chiesto così aiuto ai carabinieri. Ovviamente la singolare iniziativa ha generato prima stupore e poi un aiuto concreto.

I militari, presente lo stesso maggiore Antonio Contente, infatti hanno ascoltato le ragioni di questi ragazzi e li hanno rifocillati con bevande e alimenti. Poi i carabinieri hanno contattato la Polizia locale per un supporto. Sul posto il tenente Fabrizio Giannantonio che ascoltata anche lui la incredibile storia si è attivato, e grazie alla solidarietà di un negoziante sono state fornite gratuitamente delle scarpe ad alcuni di questi ragazzi.

I ragazzi ottenuto quello che volevano, ma non i soldi, sono stati così riaccompagnati a Monte San Marino. Un fatto assurdo, quanto però inquietante, perchè questi ragazzi hanno diritto ad essere sostenuti anche nell’avere abbigliamenti consoni e di stagione. Facile immaginare che i carabinieri si siano attivati presso le autorità competenti, e di certo la cooperativa dovrà dare delle spiegazioni, in fretta e precise.