Venticinque anni, una determinazione e una passione che l'hanno portata a raggiungere tanti traguardi. Una passione nata con la lettura dei classici. Una "penna" che riesce a emozionare, a far riflettere e a toccare tematiche importanti. Una ragazza poliedrica Claudia Conte, giovane artista di Cassino, scrittrice e attrice. Ha affiancato sulla scena teatrale Vincenzo Bocciarelli in "Solo l'amore resta", "Vita di Francesco" e "Shakespeare Dream", Mariano Rigillo in "Eros italiano" e Marcello Veneziani in "Comizio d'amore".

Appassionata di scrittura poetica, ha pubblicato la silloge "Frammenti rubati al destino", per l'editore Galassia Arte. Nel giugno 2014 pubblica il suo primo romanzo, "Soffi Vitali. Quando il cuore ricomincia a batte re". Dallo scorso maggio è in libreria il suo ultimo lavoro "Il vino e le rose. L'eterna sfida tra il bene e il male" per Armando Curcio Editore.

Attrice e scrittrice. Un'artista poliedrica. Come nascono queste tue passioni?
«La mia passione per l'arte nasce con la lettura dei classici. La parola con le sue valenze simboliche, le immagini icastiche permettono l'innalzamento dello spirito, il viaggio emotivo verso dimensioni a volte lontane, un passo indietro nella storia. E poi il teatro che è rappresentazione scenica di testi ricchi di significato. Si può ritenere che scrittura e recitazione siano due concetti distanti, ma io credo che siano invece molto vicini. Le parole scritte prendono vita attraverso le parole declamate, la voce e il movimento degli attori».

Hai esordito nel mondo della scrittura con "Soffi vitali" e da pochi giorni in libreria c'è "Il vino e le rose. L'eterna sfida tra il bene e il male" per Armando Curcio Editore. Quale libro ti rappresenta di più?
«Io credo che nessuna opera d'arte sia mai troppo distante dal suo autore. Sicuramente con la mia crescita è cambiato anche il mio modo di pensare e di vedere la vita. Le esperienze vissute le persone incontrate, i luoghi visitati hanno inevitabilmente influito sulla mia visione del mondo e, quindi, sulla mia scrittura».

"Il vino e le rose" affronta tematiche importanti...
«È un libro che parla della vita. È un ritratto delle bellezze, ma anche degli orrori. Attraverso il racconto della storia di tre donne, amiche che dall'infanzia alla maturità si confrontano e crescono insieme; è possibile fare un focus sulla vita umana sotto i più importanti profili. Ho cercato di dare risposte ai dilemmi esistenziali sul senso della vita, la presenza del male sulla terra, la fede, e anche problemi molto comuni, come la scomparsa di persone care, la tossicodipendenza, la fine di un grande amore, la precarietà sul lavoro. Un fuori programma che tuttavia non ho potuto tralasciare, un focus sul fenomeno Isis».

Giorni fa hai ricevuto il premio internazionale "Amici di Ischia". Cosa rappresenta per Claudia?
«Come tutti i riconoscimenti sicuramente sarà di stimolo per continuare sempre a studiare e a impegnarmi».

Tra i prossimi impegni teatrali uno spettacolo molto interessante "Ulisse. Ritorno ad Itaca" accanto a un grande orgoglio italiano, l'archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi....
«Sono davvero molto felice di poter calcare la scena accanto al maestro Manfredi. Attraverso il viaggio di Ulisse si può riraccontare la storia umana. Il percorso di conoscenza del mondo e di noi stessi, dell'uomo nel suo complesso mondo interiore, la psiche umana. La storia di Ulisse non si snoda nel mare ma naviga l'oceano immenso che è l'uomo».

Prossimi impegni?
«Sto presentando e promuovendo il libro. Tra le tappe già in programma, il 23 luglio all'estate romana».

Un sogno nel cassetto?
«Non è retorica, il mio sogno è vivere in un mondo dove si respiri armonia e regni l'amore. Dove i giovani abbiano ancora speranze. Dove nascano bambini sani e sereni, vera risorsa dell'umanità».

Un messaggio che vuoi lanciare ai giovani che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo, dell'arte e della cultura?
«In primis bisogna capire se la vocazione per l'arte sia effettiva e non legata a un mero desiderio narcisistico; poi affidarsi a bravi maestri che possano curare e far crescere come un fiore il talento».