Una storia fatta di quotidianità, di scoperte, ma anche di qualche sofferenza. "Mi sono passati circa dieci mesi… mir sind circa zen monate vergangen" è un volume fotografico che racconta l'esperienza vissuta da Sara Ciuffetta a Berlino nel 2014. Una narrazione tra l'ironico e il malinconico. Il libro rappresenta la sintesi delle sensazioni e delle emozioni vissute dall'artista di Campoli Appennino. A descrivere questi stati emotivi sono quindici disegni. «Sono nati per caso, avevo bisogno in qualche modo di dare sfogo a quello che stavo vivendo», ha spiegato Ciuffetta.

Classe '85, laureata all'Accademia di Belle arti di Frosinone, la pittrice ha nel tempo imparato a conoscere diverse forme espressive, tra le quali la scultura e le performance. Il volume sarà presentato per la prima volta il 16 all'Accademia. L'editore è Postmediabooks, di Milano, che si occupa di libri d'artista.

"Mi sono passati circa dieci mesi" è un libro che incuriosisce già dal titolo. Cosa vuol dire?
«È stata utilizzata la forma passiva per spiegare la condizione che ho vissuto. Era come se le cose "mi" accadessero».

Quindi avevi la sensazione di non averne il controllo?
«Era come una presa di coscienza di quello che comportava vivere in una città in cui non mi sentivo ancora a casa. Ad esempio, "Mi si sono svuotate le tasche" si riferisce al fatto che non disponevo di molto denaro. "Mi sta cambiando la lingua", invece, descrive il fatto di dover parlare in tedesco».

In sintesi, è un libro che spiega la condizione di chi vive lontano da casa...
«C 'è il tema dell'emigrazione, di chi si trova in una nuova città per cercare un po' di fortuna, ma si scontra con la realtà».

È una situazione che fa crescere, ma che può essere anche difficile. C'è qualcosa che ti ha segnata?
«Sì, per "Mi sono spariti gli amici" è stato lasciato un foglio bianco a simboleggiare la mancanza di affetti o semplicemente qualcuno con cui scambiare due chiacchiere».

Ci sono altri dettagli che hanno un significato particolare?
«Il giallo che è stato usato come un evidenziatore nel punto chiave del disegno».

Chi ha collaborato alla realizzazione della raccolta?
«Ilaria Mariotti, docente dell'Accademia di Brera, ha introdotto e curato il volume, insieme a Manuela De Leonardis del Manifesto».

Ci puoi dire qualcosa della presentazione?
«Saranno messi in mostra i disegni originali del libro e verrà illustrata un'edizione limitata del libro in cera molle. Ci sarà poi un intervento di Sara Paone, una mia amica attrice che interpreterà alcuni scritti prodotti a Berlino nello stesso periodo».

Cosa rappresenta per te quest'opera?
«È la mia prima pubblicazione con una casa editrice. Ma credo debba ancora iniziare la vera esperienza: sono sicura che sarà il contatto con il pubblico a insegnarmi qualcosa».

Progetti in cantiere?
«Per me è questo è un po' l'anno della messa a punto di progetti iniziati molto tempo fa. Come la ricollocazione del "Monumento ai vivi", che sembra potrebbe essere installato a Madonna della Neve. Ho iniziato il restyling dell'opera in vista di questa opportunità».

Recentemente sei stata anche a Belgrado. Cosa ti è rimasto di quest'altra esperienza all'estero?
«Durante il soggiorno ho imparato molto, ho lavorato anche in una galleria per la prima volta. Ho capito l'importanza delle residenze per giovani artisti, che rappresentano il futuro dell'arte contemporanea. Spero sarà possibile farle anche a Frosinone».