La passione non ha età. E se questo vale per gli adulti, ancor più vero sembra per i giovani, in particolare se si parla di politica. Sono infatti centinaia di migliaia i ragazzi e le ragazze che scelgono di prendere parte al dibattito pubblico in Italia, impegnandosi in prima persona per il proprio territorio o per analizzare rapporti internazionali. Ci sono, però, dei luoghi appositi dove questi ragazzi crescono politicamente: sono i circoli o le sezioni dei partiti giovanili, quelli dove non si può avere più di 35 anni per aderire, ma che segnano il percorso personale di ognuno per sempre. In origine, queste strutture sono nate come costola dei partiti di massa, ma via via hanno affermato la loro indipendenza e la loro identità.

Nella provincia di Frosinone sono quattro le realtà presenti: Giovani democratici (Partito democratico), Forza Italia giovani (Forza Italia), Federazione dei giovani socialisti (Partito socialista italiano) e Gioventù nazionale (Fratelli d'Italia).

Due di destra e due di sinistra, provenienti da partiti che prendono le proprie radici da esperienze precedenti molto importanti nel contesto politico italiano. Ma chi sono questi ragazzi e cosa li spinge ad impegnarsi in politica? Per alcuni, come il segretario della Federazione dei giovani socialisti Daniele Riggi, «la politica è lo strumento per contribuire alla crescita della propria comunità», o «il modo per agire per il bene comune», per dirla con le parole di Valerio Bracaglia di Gioventù nazionale. Per Alessandro Marino, segretario provinciale dei Giovani democratici, invece, «è la più alta attività dell'essere umano». Infine, c'è chi la considera una missione, come il coordinatore provinciale di Forza Italia giovani Angelo Cervi.

Tutti e quattro i ragazzi concordano nell'affermare che la militanza sia un impegno a tempo pieno, che a volte lascia poco spazio al resto. Per lo più hanno interessi comuni ai loro coetanei, quindi trascorrono i momenti liberi leggendo libri, uscendo con gli amici o dedicandosi allo sport. Chiedere loro cosa li abbia spinti a scegliere il proprio partito fa emergere il lato più idealista del loro carattere. «Per me è stata una scelta naturale – spiega Marino – Nel 2008, dopo aver aderito al Partito democratico, ho sentito il desiderio di sostenere anche una struttura che desse spazio ai ragazzi». «Ritengo che Forza Italia abbia il miglior movimento giovanile – sintetizza Cervi – Ho trovato un gruppo formidabile, dove riesco a confrontarmi e che sa darmi tanto anche da un punto di vista umano».

Riggi e Bracaglia, invece, hanno riconosciuto nelle rispettive organizzazioni la tradizione del socialismo italiano e della destra senza compromessi . Questi ragazzi hanno anche idee chiare su quali potrebbero essere i settori in grado di rilanciare l'economia locale: turismo, agricoltura e artigianato, secondo Valerio Bracaglia. Ma anche attenzione all'ambiente in generale, alle imprese e all'istruzione, a detta di Angelo Cervi. Senza dimenticare la dimensione sociale del lavoro e le prospettive offerte dall'Unione europea che ricordano Daniele Riggi e Alessandro Marino. In un mondo così veloce e dinamico, dove tutto sembra essere quasi inafferrabile, a cosa servono le giovanili di partito? «A formare la classe dirigente – ammette Riggi – In politica non ci si improvvisa».

Dello stesso avviso anche Bracaglia, che spiega: «Ai cittadini servono risposte e i movimenti di questo tipo permettono di far crescere le nuove generazioni, sono strutture simili a "palestre"». «Ritengo che siano importanti soprattutto nel contesto contemporaneo – chiosa Cervi – Bisogna farsi trovare pronti e i nostri coetanei meritano spazi dove poter fare esperienza». «I Gd sono diventati parte integrante della mia vita – conclude Marino – Oltre alla dimensione politica, i gruppi under 30 in qualche modo permettono anche la formazione personale dei ragazzi».

Foto Claudio Papetti