Terremoto senza fine e la paura cresce tra la popolazione, sia quella direttamente colpita dal sisma sia quelle dove comunque, come nel Frusinate, la scossa è stata avvertita nitidamente provocando paura e panico

L'Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geofisica, intanto, ha precisato la potenza del sisma verificatosi alle 7.41 tra le province di Perugia e Macerata, già devastate dalla scossa di mercoledì scorso, che è stata rettificata ed è scesa da magnitudo 7.1 a 6.1. Comunque violentissima e, soprattutto, molto lunga. "Sembrava non finire mai - hanno affermato in molti - secondi interminabili, in cui la casa oscillava e tutto si muoveva. Un vero incubo".

Testimonianze raccolte anche in provincia di Frosinone, dove la scossa è stata avvertita in modo netto e violento. La popolazione si è svegliata di soprassalto ed ha iniziato a chiamare parenti e amici, pur tra le difficoltà che in questi casi contraddistinguono le comunicazioni. In centinaia hanno tempestato di telefonate il centralino dei vigili del fuoco del comando provinciale di Frosinone che è andato letteralmente in tilt. In centinaia, dal nord al sud della provincia, si sono riversati in strada per paura di altre "ripetute". 

Nelle zone dell'epicentro, nei pressi di Norcia, si sta verificando l'entità degli altri crolli verificatisi e la presenza di eventuali feriti o morti, che per ora, fortunatamente, non sono stati accertati. 

Danni, in Ciociaria, sono stati registrati in diverze zone con caduta di calcinacci e cornicioni, specie nei centri storici e nei palazzi più vecchi. Il Magazzino G&C Galassi a Ferentino, ad esempio, ha riportato danni visibili nelle foto, nella sala mostra del centro ceramiche e nell'abitazione dei proprietari.

Tutte le squadre dei vigili del fuoco della provincia sono uscite per effettuare verifiche e controlli su edifici pubblici e privati. Intanto, i Sindaci di molti comuni stanno scrivendo sulle proprie bacheche Facebook e sugli altri social, mettendosi a disposizione, personalmente e con le strutture comunali, delle proprie popolazioni. 

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