«Vogliamo lavorare. Fateci lavorare», è lo sfogo di Morena, Emanuela, Simone, Roberta, Vincenzo, Amanda, Marzia, Liberata, Vittorio, Emanuele. Sono i dieci dipendenti del bar Sandy, il locale chiuso venerdì mattina dai carabinieri di Ferentino.

I militari hanno dato esecuzione all'ordinanza di sospensione della licenza nei confronti della titolare. Questa è stata emessa dal Questore di Frosinone ai sensi dell’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che ha accolto le risultanze investigative dei carabinieri. Secondo gli uomini dell’Arma il locale era un ritrovo abituale di persone pregiudicate o dedite all'uso di sostanze stupefacenti.

La titolare Sandra e i dipendenti hanno subito espresso il loro malcontento e dispiacere per una decisione che ritengono "incomprensibile. Ci sentiamo danneggiati”. Ieri mattina i lavoratori, insieme a figli e familiari, hanno raggiunto il loro bar, il luogo dove svolgono il loro lavoro, dove mettono impegno e dedizione per garantirsi lo stipendio utile a portare a casa il “pane” per i loro bambini.

Tutto nasce dall'arresto di qualche giorno fa di un quarantasettenne, sorpreso a cedere un involucro con due grammi di hashish ad un giovane, vicino al bar. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire, occultati in una tasca del giubbotto, altri 16 grammi della medesima sostanza, suddivisa in otto dosi.

Le serrande del bar Sandy, che è anche tavola calda, edicola e ricevitoria, sono ancora abbassate e lo saranno ancora per dodici giorni. Ma i dipendenti non mollano, rivolgono un appello agli enti competenti. Non ci stanno. E ieri hanno allestito un “bancone” esterno e hanno garantito caffè (preparato nelle loro abitazioni), cioccolatini, succhi di frutta e acqua ai loro clienti. I tanti che hanno espresso vicinanza a Sandra e ai dipendenti.

In bella vista uno striscione con su scritto “Fateci lavorare”. «Noi ribadiamo il fatto che non abbiamo nessuna colpa - sottolineano i lavoratori - Abbiamo il diritto di lavorare e fare il nostro lavoro non sostituirci alle forze dell'ordine. Cosa faremo per campare nei prossimi 15 giorni? Cosa diremo ai nostri figli quando dovremo mettere il cibo in tavola? Dobbiamo riaprire subito! Abbiamo avuto il sostegno di tutti i nostri clienti, soprattutto i genitori dei ragazzi delle squadre giovanili delle varie associazioni sportive, amareggiati di aver trovato il bar chiuso».

Venerdì abbiamo ascoltato anche lo sfogo della titolare dello storico bar ferentinate. «Come possiamo sapere se i nostri clienti (ce ne sono diversi durante il giorno) sono pregiudicati o dediti all'uso e spaccio di droga? - Le parole di Sandra - Dobbiamo chiedere il certificato penale alle persone che entrano? Assurdo».