Vigili del fuoco
29.01.2026 - 16:33
Una giornata ricca di emozioni a cui hanno voluto essere presenti numerose autorità civili, militari, politiche, rappresentanti di enti importanti del territorio e del corpo dei vigili del fuoco. Una cerimonia sentita e organizzata proprio in quella che ora è, ufficialmente, la loro casa, dopo l’acquisizione dei mesi scorsi. La caserma dei vigili del fuoco di Frosinone è stata intitolata all’ingegnere Maurizio Liberati, già comandante di Frosinone, scomparso il 24 agosto 2021, all’età di 66 anni, per un improvviso malore.
Originario di Ferentino, l’ingegnere Liberati è entrato a far parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco il 6 febbraio 1984, intraprendendo un percorso professionale che lo ha portato a ricoprire diversi incarichi di crescente responsabilità.
Il comandante Alessandra Rilievi ha saluto tutte le autorità presenti, i familiari dell’ingegnere Liberati, la moglie Clementina e il figlio Umberto presenti alla cerimonia. «È con grande emozione che ci riuniamo per l’intitolazione di questa caserma, finalmente diventata di nostra proprietà – ha detto il comandante Rilievi – Dopo anni di impegno e di collaborazione tra il Dipartimento e il Demanio, siamo quindi finalmente a casa nostra. Questo traguardo rappresenta un passo fondamentale per la nostra operatività e per garantire un servizio sempre più efficace e sicuro sia per il personale dei vigili del fuoco di Frosinone sia per il territorio della Ciociaria».
Tra gli interventi quello dell’onorevole Emanuele Prisco: «Un ricordo che il personale dei vigili del fuoco e tutta la città hanno voluto consegnare alla memoria futura di un servitore dello Stato che ha servito con dedizione non solo il Corpo nazionale, ma l’intera nazione, l’intera comunità di Frosinone. L’ingegnere è stato giustamente celebrato con l’intitolazione di una caserma che anche per volontà del governo diventa di proprietà dello Stato e sulla quale lo Stato sta investendo per migliorare l’efficientamento che significa migliorare le condizioni di lavoro delle donne e degli uomini del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. L’obiettivo è migliorare anche i livelli di formazione ed aumentare il livello di sicurezza dei cittadini sul territorio».
Onorati anche della presenza del capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco il quale ha evidenziato come l’evento sia un una manifestazione di «attaccamento al Corpo e il riconoscimento di una vita professionale, spesa per il Corpo nazionale, di un ottimo comandante – ha sottolineato l’ingegnere Eros Mannino – e soprattutto di un grande uomo».
Anche il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli ha ricordato la figura di Liberati. «Ogni suono di sirena di chi uscirà da questa caserma per andare a salvare vite, sarà un grazie a tutto quello che ha fatto il comandante Liberati, per quello che è stato, che ha rappresentato. Il suo è un esempio che continua. Grazie a nome dell’intera comunità di Frosinone».
A ricordare Liberati anche il capo servizio alla Camera dei deputati, dottoressa Daniela D’Ottavio, la quale ha portato anche il saluto del segretario generale della camera dei deputati il consigliere Fabrizio Castaldi. La dottoressa D’Ottavio ha accolto con piacere l’invito condividendo la decisione assunta «di celebrare la figura dell’ingegnere Maurizio Liberati, la sua professionalità, la sua carriera. Alla Camera dei deputati da settembre 2017 ha ricoperto il rilevante ruolo di responsabile del servizio prevenzione e protezione».
La targa è stata benedetta dall’arcivescovo Santo Marcianò. Un momento di preghiera e di grande commozione per tutti i presenti.
«Non si è eroi solo quando si versa il sangue, ma facendo il proprio dovere giorno per giorno e quando si accoglie la professione come una vocazione» ha detto il presule, ricordando Liberati e l’abnegazione quotidiana di tutti i vigili del fuoco.
La moglie Clementina e il figlio Umberto non hanno nascosto la loro emozione e hanno ringraziato di cuore tutto il Corpo dei vigili del fuoco, le autorità presenti e quanti hanno voluto ricordare con parole di stima una grande servitore dello Stato, un uomo che ha salvato tante vite e non si è mai tirato indietro davanti alle difficoltà.
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