Quarantotto sì, un astenuto e cinque voti contrari. Nonostante i no pesanti di Cassino e Sora, il clima non è stato quello degli anni passati. Le modifiche all’atto aziendale finiranno all’attenzione della Regione Lazio. Prevedono, a differenza della bozza proposta dal commissario Macchitella, il mantenimento di quattro distretti, rispettivamente Frosinone, Cassino, Sora e Alatri-Anagni. Così come la volontà di dare vita alle unità di neurochirurgia e radiologia interventistica.

Specialità che, se unite alla già pre- sente ematologia, apriranno la strada per l’ottenimento, non in tempi brevi, del Dea di II livello per lo “Spaziani” di Frosinone. Sotto l’aspetto prettamente politico si è evidenziata una sorta di spaccatura all’interno del centro- destra, a causa di una differenza di vedute tra Nicola Ottaviani, Roberto De Donatis e Carlo Ma- ria D’Alessandro.

«Probabilmente non sono stato in grado - ha fatto notare il commissario Macchitella in apertura dei lavori - di far capire che la riduzione dei distretti era per una migliore organizzazione e non per una riduzione dei servizi. Nonostante ciò mi sono rimesso alla volontà dei sindaci, anche per evitare polemiche e incomprensioni». Per poi elencare le modifiche apportate. «Oltre alle cinque Case della salute – ha sottolineato – l’obiettivo è quello di ampliare il numero delle stesse nel corso del 2017, a cominciare da Veroli».

Il nuovo atto prevede anche alcune precisazioni per quanto riguarda Anagni. «Ci sarà un collegamento con gli ospedali di Alatri e Frosinone - ha detto il commissario - tanto che lo stesso rientrerà nell’ambito del presidio di emergenza. Inoltre potrà essere utilizzato soprattutto per quel che concerne la chirurgia ambulatoriale e per svolgere un’importante funzione per le procedure concernenti la bonifica della Valle del Sacco».

Macchitella, inoltre, ha evidenziato per il Santissima Trinità di Sora l’inserimento nell’atto aziendale dell’unità di ortopedia complessa. «In modo da avviare le procedure perché avvenga il riconoscimento di Dea di I livello». Riportate a sei le unità operative complesse presenti all’interno del dipartimento di prevenzione: tre veterinarie e tre mediche. «Inoltre – ha argomentato - abbiamo realizzato un’unità operativa nell’area del servizio farmaceutico e un servizio specifico per la salute mentale delle donne, all'interno del dipartimento 3D».

Confermata la fusione con Latina per quel che concerne il settore tecnico patrimoniale, le funzioni di provveditorato e dei sistemi informatici, così come per il centro acquisti. Se plausi sono arrivati, anche se non di piena soddisfazione, dai sindaci di Alatri, Anagni e Veroli, a muovere accuse sono stati i primi cittadini di Sora, Cassino e Pescosolido. Ma anche il vicesindaco di Cervaro. «Votiamo contro – ha fatto notare Carlo Maria D’Alessandro – perché Cassino va potenziato, cosa che deve essere fatta per i presidiucci locali. Per un Dea di I livello – ha chiosato – abbiamo bisogno almeno delle unità operative complesse di urologia e neonatologia. Questo non sta avvenendo.

Inoltre va incrementato il servizio di pronto soccorso, che serve un territorio vastissimo». E De Donatis ha aggiunto: «Pure se noto un'apertura ad ascoltare le istanze del territorio, per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Sora quello che chiedevamo è stato parzialmente accolto. Non si può infatti costruire un’oncologia di livello senza avere un’unità operativa semplice dipartimentale, come ad esempio la farmacia, il laboratorio analisi e l’endoscopia digestiva. Le stesse, infatti, sono intimamente connesse all’espletamento delle funzioni vitali del servizio».

Nicola Ottaviani, invece, ha posto l’accento sul fatto che «fino a due anni fa non si aveva neppure la speranza di riuscire a disegnare e realizzare un dipartimento di emergenza in grado di intervenire su ictus e infarti, come da tempo avveniva a Latina, la cui provincia conta circa mezzo milione di abitanti, esattamente come quella di Frosinone. Con questo atto aziendale e, soprattutto, con le modifiche introdotte dall’assemblea dei sindaci, insieme alla emodinamica, potremo ora contare sull’apertura delle unità complesse di neurochirurgia e di radiologia interventistica che, al di là della qualifica di primo o di secondo livello, daranno la possibilità a circa mezzo milione di persone di evitare i viaggi della speranza a duecento chilometri orari sull’autostrada, o anche in elicottero, per raggiungere gli ospedali romani in caso di rottura dei vasi neurologici o cardiovascolari. È bene, infatti, ricordare che il policlinico universitario di Tor Vergata, ove giungono buona parte dei nostri conterranei in caso di emergenza chirurgica, non ha il riconoscimento del dipartimento di II livello, ma può disporre di servizi adeguati ed essenziali, che fino ad oggi mancavano nel nosocomio del nostro capoluogo.

Dopo l’apertura di questi nuovi reparti, che abbiamo deliberato, avrà un senso la richiesta di riconoscimento alla Regione del Dea di II livello. Molto ancora – ha concluso il presidente dell’assemblea - deve essere ottenuto e realizzato in ambito sanitario, in special modo per le realtà di Sora e di Cassino. Ma sembra che ormai abbiamo imboccato la strada giusta per i pazienti e i cittadini del nostro territorio».