Il punto sui controlli dei carabinieri forestali
11.03.2026 - 13:23
Nelle scorse settimane i nuclei di carabinieri forestali di tutta la provincia hanno eseguito una serie di controlli straordinari presso diversi impianti di autolavaggio. Le operazioni erano finalizzate alla verifica del possesso delle previste autorizzazioni e del rispetto della normativa ambientale (D. Lgs 152/2006). Le attività ispettive hanno riguardato complessivamente sedici impianti di autolavaggio e hanno portato a segnalare a piede libero alle competenti Procure della Repubblica 8 soggetti, di cui 6 stranieri residenti in Italia, e a eseguire 6 sequestri.
Il risultato dei controlli
- A seguito di un controllo di un impianto situato all'interno del sito di interesse nazionale del fiume Sacco a Patrica, è stato possibile accertare come per l'attività di lavaggio delle auto venisse utilizzata un'area priva dei necessari sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue, con la conseguenza che una parte delle acque contaminate filtrava nel suolo attraverso alcune fessure presenti nella pavimentazione. I carabinieri forestali hanno quindi sottoposto a sequestro la porzione dell'impianto, priva delle griglie di raccolta e da cui i reflui defluivano verso le fessure della pavimentazione. Il gestore dell'autolavaggio è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria per lo scarico illecito dei reflui industriali. In caso di condanna, il soggetto rischia anche l'arresto da due mesi a due anni o una ammenda che può andare dai 1.500 ai 10.000 euro;
- In un altro caso, a seguito di controlli di impianti situati nell'hinterland del Capoluogo, in due occasioni i carabinieri forestali hanno accertato che le modalità con le quali venivano gestiti i reflui industriali prodotti dal lavaggio delle autovetture avvenissero in maniera non conforme alla normativa ambientale. Nello specifico i fanghi residui del filtraggio delle acque non venivano smaltiti correttamente entro i tempi previsti, ma lasciati depositati all'interno di alcuni serbatoio destinati allo stoccaggio temporaneo. I due titolari sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria. Ciascuno di loro, in caso di condanna, rischia l’arresto da sei mesi a due anni o un’ammenda da 3.000 a 26.000 euro. In un altro caso invece i militari hanno riscontrato come lo scarico delle acque reflue industriali avvenisse direttamente sul suolo senza essere sottoposte al previsto trattamento di filtraggio e di depurazione. Pertanto il titolare è stato denunciato per aver violato l’art. 137, comma 1, del D.lgs.
n. 152/2006;
- I militari di Fiuggi hanno invece effettuato un sopralluogo in un impianto di autolavaggio della zona nord della provincia. Anche qui lo scarico delle acque reflue non rispettava la normativa ambientale. I fanghi del filtraggio delle acque delle acque di lavaggio non venivano smaltite correttamente, ma despositati all'interno di vasche di stoccaggio. Per tali ragioni il gestore dell'impianto è stato denunciato, e rischia l'arresto da due mesi a due anni o ammende da 1.500 a 26.000 euro. L'impianto di depurazione e il relativo scarico sono stati sequestrati;
- Ad Atina un impianto di autolavaggio della Valle di Comino utilizzava lo scarico delle acque reflue industriali senza la prevista autorizzazione, e non smaltiva correttamente entro i tempi previsti i fanghi residui del filtraggio delle acque di lavaggio. Anche qui i liquidi venivano abbandonati all'interno di vasche di stoccaggio non controllate. L'impianto di depurazione è stato sequestrato con il relativo scarico, e il gestore dell'autolavaggio denunciato;
- Controlli anche nel sorano, dove i carabinieri hanno denunciato il titolare di un impianto di autolavaggio in quanto, anche lui, operava lo scarico delle acque reflue industriali senza la prevista autorizzazione. L'impianto è stato posto sotto sequestro, e il titolare rischia l'arresto da due mesi a due anni o un'ammenda da 1.500 a 10.000 euro;
- I militari del nucleo carabinieri forestali di Pontevorvo hanno invece denunciato il titolare di un impianto di autolavaggio della Valle dei Santi perché sprovvisto del necessario impianto di raccolta e trattamento delle acque meteoritiche. Lo stesso è stato denunciato altresì per aver depositato in maniera incontrollata grandi quantità di rifiuti (detergenti, panni e spugne usurate) in numerose taniche.
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