Cronaca
02.03.2026 - 08:54
Ci sono anche diversi ciociari bloccati in queste ore in Medio Oriente dopo che l’Iran ha risposto all’attacco di Usa e Israele con attacchi a obiettivi statunitensi nel Golfo.
Dove ti trovavi quando si è verificata l’emergenza?
«Ero a casa con mia moglie e il piccolo, perché tutto è iniziato ieri mattina (sabato, ndr) presto. Essendo sabato stavamo in casa. Abbiamo iniziato a ricevere notifiche e notizie. Le autorità locali, e anche l’Ambasciata, ci hanno dato comunicazione di restare in casa, di non uscire e di evitare spostamenti se non necessariamente urgenti o di carattere di emergenza. Siamo in casa e stiamo monitorando quello che succede».
Come è la situazione?
«Al momento la situazione è sotto controllo, i sistemi di sicurezza nazionali hanno risposto egregiamente agli attacchi. Attacchi che al momento non sono comunque indirizzati alla città di Dubai o Abu Dhabi, ma a siti militari strategici. I voli sono stati cancellati, quindi i disagi per i turisti sono inevitabili. Bisogna capire nei prossimi giorni quella che sarà la situazione in tutti i paesi del golfo presi di mira».
Avete paura?
«Avendo un bambino di tre anni e dovendo stare in casa, naturalmente non siamo tranquillissimi, ma non ci sentiamo né abbandonati, né in pericolo. Non ci aspettavamo una situazione del genere, specialmente in un posto sicuro come gli Emirati Arabi. La situazione ci ha preso in contropiede, ma, come ho già detto, per ora è tutto sotto controllo».
Siete stati contattati dall’Ambasciata?
«L’Ambasciata ha comunque mobilitato le proprie risorse per dare supporto ai connazionali. Sì, siamo in contatto con loro».
I vostri familiari come stanno vivendo quello che vi sta accadendo?
«Siamo in costante contatto anche con i nostri familiari e con gli amici in Italia. Anche perché spesso quello che i social postano non rispecchia del tutto la situazione reale».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione