È stato scoperto un giacimento in via Fabrateria Vetus, ma non è alcunché di raro e prezioso, anzi è qualcosa di onnipresente e cancerogeno: l’eternit. E il fatto ancor più inquietante è che l’ennesimo smaltimento abusivo di coperture in cemento-amianto sia avvenuto nei pressi del “Campo Pozzi-Acea Ato 5”, dove un impianto di filtrazione già cerca di mantenere il tenore di arsenico entro i limiti previsti dalla legge.

Riguardo allo sversamento in questione, il delegato all’ambiente Alessandro Savoni informa che «l’area è stata delimitata da un operaio comunale e, da quanto appreso dall’ufficio tecnico, sembrerebbe ricadere in un lotto privato» e, nel caso, sarà lo sfortunato proprietario dietro ordinanza, a doversi sobbarcare responsabilità e costi di rimozione.

«E l’amministrazione comunale - continua il consigliere - sa perfettamente che sono alti, visto che si è già occupata degli interventi alla Stazione, in contrada Colle Pirolo e ovunque sia stata chiamata in causa». E la scorsa estate la stessa Giunta Caligiore ha approvato una bozza di convenzione «per avviare - si legge dall’apposita delibera - una campagna di sensibilizzazione per incentivare l’attività di bonifica e per adempiere alle proprie competenze in materia di sicurezza, igiene pubblica e di tutela ambientale, evitando smaltimenti illeciti di materiali pericolosi» e, tenendo conto che «sul territorio del Comune di Ceccano vi è una considerevole presenza di manufatti» contenenti eternit e che l’iter per la decontaminazione comporta «un considerevole costo per l’ottenimento delle autorizzazioni da rilasciarsi da parte dei componenti servizi della Asl e per la difficoltà di reperire impianti autorizzati allo smaltimento», ha incaricato il responsabile del IV Settore (urbanistica e ambiente), Frank Ruggiero, di sottoscrivere specifici e più convenienti accordi con ditte autorizzate.

Ma, se da una parte ci sono tante persone che lanciano appelli agli enti preposti alla vigilanza e alla bonifica e raccolgono firme per far sentire il loro coro unanime anti-asbesto (vedi le recenti segnalazioni nelle aree degli ex stabilimenti Snia e Annunziata), dall’altra ci sono cittadini che non sanno o sottovalutano i danni che arrecano a sé stessi e agli altri e le conseguenze derivanti dagli eco-reati che commettono. E non sono cittadini incivili. Sono delinquenti.