La puzza di bruciato si sente lontano un miglio. Ma non è quella dei faldoni dati alle fiamme sabato notte perchè nella giornata di domenica l’impresa di pulizia, coordinata dal consigliere delegato alla manutenzione Franco Evangelista, ha provveduto a far tornare la situazione alla normalità, o quasi. Ma ieri, la puzza che invece ancora si respirava percorrendo l’ala destra al piano terra del municipio in piazza De Gasperi, era quella sulle modalità dell’accaduto.

L’assessore Benedetto Leone - primo ad arrivare in Comune sabato notte - lo aveva già affermato a caldo. A 48 ore dall’attentato lo ribadisce con ancora più vigore: «Non abbiamo alcun sospetto su nessuno e non ci azzardiamo in alcuna ipotesi investigativa perchè ciò spetta agli inquirenti. Una cosa, credo, si possa affermare senza tema di smentita: non è stata una ragazzata. Se di bravata si fosse trattato, dopo essere entrati in Comune i malintenzionati avrebbero compiuto il gesto da subito, invece hanno attraversato tutto il corridoio e sono andati poi dritti all’obiettivo che cercavano dando fuoco all’ufficio del dottor Casale dove si trovavano tutti i faldoni inerenti le autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico, quelle dei passi carrabili e del mercato settimanale».

Tornano gli occhi vigili

Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro, che sabato sera è giunto in Comune subito dopo l’assessore Leone, aveva già paventato l’ipotesi dell’avvertimento. Ma oggi è cauto e attende che le indagini degli inquirenti facciano il proprio corso.

Una cosa il primo cittadino farà da subito: ripristinare le telecamera di video-sorveglianza. Le due che sono all’interno sono infatti state oscurate su direttiva dell’ispettorato del lavoro per garantire la privacy dei dipendenti mentre quella esterna riprende una zona che non può fornire elementi utili. «Di concerto con i dipendenti - dice - , anche e soprattutto per tutelare i loro uffici e il loro lavoro, visto quanto accaduto, provvederemo subito a ripristinare la video-sorveglianza interna e il circuito esterno delle telecamere per una maggiore incolumità del Municipio».

Continuano le indagini

Intanto ieri mattina, primo giorno di lavoro dopo l’incendio di sabato sera, i carabinieri sono tornati in Comune ed hanno ascoltato il dirigente del settore, il dottor Casale. Al momento non trapela nulla se non che la nuova amministrazione, con il neo segretario comunale, ha provveduto a inoltrare una serie di informative e, in particolare per quello che riguarda il mercato, i controlli sono serrati.

Le uniche speranze per risalire agli autori del gesto, non essendoci al momento alcun testimone oculare, sono le telecamere di video-sorveglianza dell’istituto bancario alle spalle del Comune. Tutti elementi sui quali si concentrano le attenzioni degli inquirenti, mentre sui social già impazzano alcune ipotesi sui presunti mandanti del gesto. «Quanta gente, anche su questo gruppo, si è lamentata di tavoli e sedie dei bar sui marciapiedi? Guarda caso è andato a fuoco l’archivio Tosap», scrive un utente sul gruppo facebook “Caro sindaco”. Gli fa eco un altro iscritto alla community: «Si potrebbe procedere a prescindere dagli archivi incendiati a far rispettare le norme perchè c’è la legge statale».