Cronaca di una domenica difficile. Il blocco delle auto dalle 8 alle 18 scivola tra polemiche e critiche, ma anche mancanza di cultura da parte di molti cittadini, attacchi all'amministrazione comunale e più di qualche insulto alla Polizia municipale impegnata, con un freddo glaciale, a far rispettare l'ordinanza di divieto d'accesso nella cosiddetta “zona rossa”.

Ore 8: via allo stop

Tutto il personale della Polizia locale è dispiegato per impedire l'ingresso delle macchine (salvo le eccezioni di legge) nella zona che gravita attorno al centro storico. Viene attivata anche una navetta pubblica gratuita che, con un giro ad anello, collega vari punti della città, ma in pochi lo sanno. E non ci sono informazioni precise sugli orari. Qualche problema nella comunicazione, anche se l'amministrazione si è spesa molto per far sapere a tutti dell'introduzione della giornata ecologica.

Residenti e esercenti perplessi

Nel centro storico i commenti sul provvedimento sono negativi. La Piazza Santa Maria Maggiore e le vie limitrofe sono pressoché deserte anche in quelle ore in cui, solitamente, la gente passeggia. Chi lamenta l'assenza di alternative per raggiungere la parte vecchia della città, chi sottolinea la mancanza di iniziative per attirare gente in centro, chi si scaglia contro l'amministrazione comunale reputando inutile l'intervento adottato. Sui social network appaiono fotografie con le strade completamente vuote e le critiche si sprecano: «Alatri è stata uccisa», «Così si mandano via anche i turisti che vengono», «Inutile far svolgere la domenica ecologica dopo che il vento ha spazzato l'aria e fatto abbassare la concentrazione delle polveri sottili», «Tristezza nel vedere il centro così vuoto e desolato».

Ad onor del vero, c'è anche qualche voce fuori dal coro e che la pensa in modo diametralmente opposto: «Sempre a criticare, quando sono gli abitanti di Alatri, esercenti inclusi, ad essere i primi responsabili del deserto che c'è». Diversi commercianti protestano perché non sono stati coinvolti nelle decisioni assunte. Insomma, un dibattito infinito in cui ciascuno aggiunge del suo dal proprio punto di vista. E la bagarre è scontata.

Insulti ai vigili urbani

Fermi ai varchi dalle prime ore della giornata, i vigili urbani rappresentano il “fronte” della domenica ecologica, dispensano indicazioni e cercano di spiegare agli automobilisti le ragioni delle disposizioni attuate, pur capendo bene – loro per primi – i disagi che il blocco del traffico comporta. Chiunque si ferma adduce i propri motivi per poter salire in centro: si va da quelli plausibili e veritieri ad altri certamente pretestuosi. Molti non accettano di far giri più lunghi per poter arrivare in alcune parti della città e partono insulti a raffica nei confronti della Polizia municipale. «Siamo i più odiati ad Alatri nella giornata di oggi», commenta il comandante, il maggiore Dino Padovani. D'accordo: i disagi sono innegabili, ma in tanti mancano anche cultura, rispetto, un briciolo di coscienza ambientale.

La “zona rossa” ha sorpreso

Alle 18, si riapre. Il maggiore Padovani tira le somme: «L'organizzazione ha funzionato. Ha sorpreso un po' l'estensione della zona rossa. Importante anche l'aiuto della Protezione civile per portare l'acqua in quelle case dove le tubature si sono congelate o rotte». Niente sanzioni, poiché la Polizia municipale ha lavorato per far rispettare l'ordinanza evitando l'accesso alle auto. Domenica 22 gennaio si replica.