Le "Marocchinate" del 1944 rappresentano il più grande stupro di massa della storia d'Italia, e, insieme a quello avvenuto in Bosnia, della storia d'Europa. Anche se paradossalmente non è ancora riconosciuto come tale. Officina Culturale Casa D'arte di Errare Persona con la Regione Lazio lottano anche per questo e in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne porteranno domani alle 18 nell'Auditorium Comunale di San Giorgio a Liri lo spettacolo scritto e diretto da Damiana Leone, "Ninetta e le altre".

Lo spettacolo è interamente in dialetto del Basso Lazio, ma rielaborato a partire dalla tradizione letteraria dei Placiti cassinensi del 900 d.c. A maggio 2015 è stato a New York per il Festival In Scena ed è legato ad un grande progetto di Teatro Civile, Racconta la Guerra, unico nel suo genere in quanto dedicato allo stupro di guerra. Ma non finisce qui. Il valore di questo lavoro è riconosciuto internazionalmente e ne è prova il fatto che esso sta per diventare un docufilm.

Lo spettacolo, come dicevamo, è inserito nel progetto "Racconta la Guerra" promosso dalla compagnia Errare Persona con l'Archivio di Stato di Frosinone, con il contributo della Provincia di Frosinone, per la creazione di un archivio storico sul fronte di Montecassino, e incentrato sulla ricerca storica di fonti orali applicata al teatro antropologico e di narrazione. Il progetto coinvolge un intera provincia, ed è unico nel suo genere.

È infatti il più grande progetto sullo stupro di guerra mai realizzato. Lo studio, da cui è scaturito lo spettacolo, tratta degli Stupri di Guerra avvenuti nel Basso Lazio nel '44, le cui vittime venivano chiamate Marocchinate, stupri studiati davvero solo negli ultimi dieci anni e solo in parte trattati da Moravia e poi da De Sica ne "La Ciociara". Grazie al Progetto e al lavoro di ricerca e divulgazione portato avanti da Damiana Leone e dalla compagnia, a maggio 2014 in occasione del 70° anniversario degli stupri di Guerra del '44, è stata realizzata una commemorazione ufficiale presso il Palazzo della Provincia di Frosinone con il coinvolgimento di tutta la provincia e alla presenza del presidente della Regione Lazio.
L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.