«La porchetta e gli arrosticini battono i kebab»: questo lo slogan con cui Coldiretti esulta per i risultati prospettati nella nuova manovra 2018, atto che dà il via libera ufficiale allo street food contadino e che quindi permetterà agli agricoltori, allevatori e produttori di vendere direttamente i propri prodotti, anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, anche in forma itinerante. «Un sostegno prezioso per la promozione delle specialità tradizionali regionali si legge nella nota diramata da Coldiretti e un'in novazione legislativa che mette le aziende agricole locali nelle condizioni di diffondere la conoscenza e il consumo di tutte le specialità che, per le loro caratteristiche, possono essere proposte anche per il consumo da passeggio». Infatti, parlando di numeri, tale opportunità permette di affacciarsi al grande bacino di utenti che consumano cibo da strada (solo nel 2016 il 50% degli italiani lo ha fatto almeno una volta).
«Ora si potrà acquistare direttamente da agricoltori e allevatori a garanzia della genuinità e della qualità, nel rispetto degli ingredienti e della vera tradizione Madein Italy.Un modo–ricorda Coldiretti – per difendere l'identità alimentare nazionale che rischia di sparire dalle strade, dalle piazze e dalle botteghe dei centri storici invase dal kebab, dal sushi, dalla frutta fuori stagione come le caldarroste congelate». Insomma, per la Coldiretti è tutto di guadagnato, se si conta che tale manovra sarà anche determinante per l'accoglienza dei turisti nella Capitale o nelle più rinomate località del Lazio con un'offerta alimentare autenticamente locale: «Ora non bisogna più soltanto "valorizzare"l'identità culturale delle città, ma anche offrire ai visitatori un assaggio di quella autentica italianità gastronomica che i turisti stranieri si aspettano di trovare durante la loro permanenza nel nostro paese». Oltre al via libera al cibo da strada contadino nella manovra è stato confermato per gli agricoltori under 40 l'esonero triennale dal pagamento dei contributi previdenziali e una riduzione contributiva nel limite del 66% per il successivo anno e del 50% per l'ulteriore anno.Ok anche al bonus verde, ossia la detrazione ai fini Irpef del 36% delle spese per lavori di sistemazione a verde di aree scoperte.