Un avvocato che sceglie la causa della difesa e della valorizzazione del proprio territorio in nome di un turismo sano e vantaggioso per tutti: Simone Rinaldi, originario di Ferentino, ci parla di ecoturismo in Ciociaria.

Qual è la molla che l'ha spinta verso tale nobile causa?
«Il tempo dedicato alla professione si era ridotto tanto negli ultimi cinque anni, pur presentando di recente una ripresa. Dopo il master in diritto dell'ambiente, conseguito all'Università "La Sapienza" di Roma, il trend si è invertito e posso dire, ora, che nella mia vita professionale tutto ruota intorno alla natura. All'inizio mi sono avvicinato alla montagna per un senso di sfida nei confronti dei miei limiti, poi tutto è cambiato quando ho iniziato a guardarmi intorno, scoprendo con curiosità i luoghi meno antropizzati del nostro territorio, un mondo che richiede tempi di osservazione più lunghi e cozza con la fretta e la frenesia della vita moderna. Un mondo da tutelare e valorizzare».

Quando e come nasce l'idea di fondare "Ent dei Monti Ernici", la cooperativa sociale della quale è consigliere?
«La speranza di sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone attraverso lo stesso processo conoscenza-sensibilizzazione-tutela mi ha spinto, insieme ad altre persone appassionate e competenti, a fondare l'Ent dei Monti Ernici».

Quali sono le attività della cooperativa?
«La cooperativa opera su tre diversi fronti, ma sempre e solo sui monti Ernici e di concerto con gli Enti Parco e con la Regione Lazio. Svolge attività di educazione ambientale con istituti scolastici del comprensorio, sviluppa progetti di ricerca naturalistica, uno dei quali, tuttora in corso, riguarda il monitoraggio dei grandi mammiferi, e organizza escursioni sui sentieri e presso i luoghi storicamente e naturalisticamente più significativi del territorio di riferimento».

In che consiste l'educazione ambientale?
«L'educazione ambientale per noi non consiste tanto nel trasmettere messaggi didattici a chiunque quanto piuttosto nello stimolare nei bambini e nei ragazzi quella curiosità per il mondo "naturale", il vero seme per un loro futuro approfondimento delle dinamiche e dei processi ecosistemici».

Che cosa qualifica come sostenibile il turismo?
«Fino agli anni 60 si pensava che il turismo fosse un'industria senza ciminiere, che generasse ricchezza pulita. Oggi invece esiste la consapevolezza che può causare inquinamento e degrado ambientale. Ma, ancora peggio, può contribuire all'appiattimento culturale e alla perdita delle tradizioni locali delle comunità coinvolte, con la trasformazione di riti etnici e religiosi in prodotti turistici, con la trasfigurazione dei panorami in nome dell'appeal scenografico, con la trasformazione dei prodotti artigianali per soddisfare il gusto massivo. Al contrario, le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un'area turistica per un tempo illimitato, non alterando l'ambiente, naturale, sociale e artistico, e non ostacolando o inibendo lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche. Insomma, il turista deve quasi passare inosservato e confondersi con la comunità».

Come intendete promuovere il turismo?
«Il modo migliore per comprendere un territorio, per scoprirne l'identità, è proprio quello di "camminarlo", attraversarlo senza fretta per apprezzarne le caratteristiche con tutti i cinque sensi».

Che cosa è la "Frontiera di Chiavone"?
«La "Frontiera di Chiavone" è l'ultimo in ordine di tempo dei progetti cui accennavo ed è un po' la sintesi di quello che ci siamo detti. Infatti, durante i tre giorni di attività, iniziate a Sora il 21 gennaio, ha interessato i territori di Castelliri e Monte San Giovanni Campano e si concluderà a Boville Ernica il 28 gennaio. In occasione del 162° anniversario del sacco dell'abbazia di Casamari e dell'epica battaglia di Bauco (oggi Boville Ernica, ndr), avvenuti rispettivamente il 22 e il 28 gennaio 1861 tra i soldati piemontesi e le truppe borboniche coadiuvate dagli uomini del brigante Chiavone, abbiamo programmato una serie di iniziative che, prendendo spunto dal brigantaggio dell'epoca, promuovono storia, tradizioni musicali, gastronomiche e artigianali a favore di un sano ecoturismo».

Ha un sogno nel cassetto?
«Stiamo lavorando a qualcosa che vada oltre la manifestazione "La Frontiera di Chiavone" e che, sulle stesse premesse, possa abbracciare con un cammino ad anello di circa cento chilometri tutti i monti Ernici, sia laziali che abruzzesi, con partenza e arrivo a Sora».