Un filo conduttore carico di emozioni che si intrecciano e si moltiplicano passando da una sala all'altra dell'esposizione: questa è stata "Epiphyllum", la mostra collettiva di arte contemporanea che lo scorso weekend ha portato ottocento persone alla villa comunale. Ognuno di loro ha votato direttamente la sua opera preferita decretando tre vincitori tra i sedici artisti presenti. Sculture dai materiali più poveri al marmo di Carrara, pittura, fotografia, video installazioni, tessuti, inchiostro e carta da spolvero: ciascuna delle sessanta opere, di qualsiasi materiale fosse fatta, ha assecondato l'esigenza comunicativa del suo autore.

Nel caso di "Connessioni", prima classificata dell'Epiphyllum Prize 2023, Davide Santachiara ha esplicitato la volontà dell'arte di uscire da se stessa per entrare in contatto con il fruitore. L'idea di porre otto tele, inchiostro su carta da spolvero, su due pareti opposte, collegate tra loro da interminabili fili da cucito, ha fatto in modo che ciascun visitatore dovesse cooperare alla creazione dell'opera e, perché no, anche alla sua distruzione, per passarci attraverso. A meno che non si decidesse di compiere il percorso espositivo a ritroso infatti, si era piacevolmente costretti a districarsi tra i fili che collegavano le tele tra loro. Chi li ha scavalcati,chi liha tagliaticon leforbici messe a disposizione dall'artista, chi ha fatto il ballo del limbo, chi ha legato o slegato qualcuno che passava di lì: ogni visitatore ha contribuito all'opera, modificandola, lasciando un segno del suo passaggio. «Vedere le persone interagire non solo con la mia opera, ma anche tra loro nello spazio, mi ha riempito il cuore di gioia e ha reso evidente che "Connessioni" è riuscita nel suo intento» ha dichiarato Davide Santachiara.

Il dittico composto da "Ibrido 1" e "Ibrido 2" di Gioia Mascetti si è classificato al secondo posto. Attraverso la cianotipia, antico metodo di stampa fotografica che produce immagini caratterizzate dal magnifico blu di Prussia, l'artista ha restituito al pubblico due illustrazioni dal sapore mitologico. Sul terzo gradino del podio "Quello che vedi"di Angelo Beltempo. Una tela "work in progress", di sei metri per un metro e mezzo, cui l'artista continuava a lavorare col suo carboncino durante il vernissage. A chiunque entrasse nella sala l'artista chiedeva: dimmi quello che vedi con una parola. «Ognuno rispondeva di getto, con le sue prime impressioni a caldo – ha detto Angelo Beltempo – ed è stato interessante notare come la stessa opera sia stata in grado di produrre diverse sensazioni, anche tra loro discordanti, negli spettatori».

Ma "Epiphyllum" non è stata soltanto un'esposizione. Nella giornata conclusiva di domenica c'è stato spazio per l'arte in ogni sua manifestazione: dalla poesia con Alessandro Zaccheo alla musica dal vivo con Edoardo Camilli, Federico Pizzutelli e Filippo "Corale" fino all'esibizione del giocoliere circense Elia Bartoli. «Siamo estremamente felici del risultato raggiunto, e non solo in termini numerici. Il fatto che ottocento persone, in due giorni, siano venute alla villa comunale ha dimostrato senza dubbio che questa città ha voglia d'arte in tutte le sue forme, ma ciò che più ci ha stupiti è stato il grado di coinvolgimento dei visitatori e la loro voglia di interagire con noi e con le opere – hanno dichiarato Daniele Amelio e Paolo Fiorini – Ringraziamo uno per uno tutti gli artisti e "Ichor", associazione di promozione sociale, per aver reso possibile tutto questo». Ma Amelio e Fiorini non si fermano qua: l'apertura della "Cactus Gallery", la loro galleria d'arte a Frosinone, è sempre più vicina.