Sempre più jazz a Latina come nella Capitale e nelle città diventate simbolo dei Festival più blasonati. Jazz che sembra volere segnare i passi di una ripresa generale che procede molto lentamente, jazz che con il suo linguaggio sembra volerci invitare a vivere la musica anche come momento di incontro e di convivialità. Se ieri, al Geena (ex Lavori in Corso), l'Associazione 52nd composta da Erasmo Bencivenga, Nicola Borrelli e Giorgio Raponi, ha dato il via alla stagione invernale con il Luca Filastro Bouncing Four ai ritmi di brani originali e standard, da Nat King Cole a Count Basie, Oscar Peterson, Lester Young e moltissimi altri, a Roma continua ad essere un punto stabile di riferimento lo storico Alexanderplatz, il più prestigioso e antico clubin Italia, considerato tale a livello internazionale.

È un locale che ha ospitato musicisti di tutto il mondo, molti dei quali hanno voluto lasciare una traccia come si può notare osservando le pareti di questo luogo ambìto, con le firme dei più grandi jazzisti. Questa sera sarà Moreno Viglione a scrivere un'altra bella pagina della lunga storia del locale. Moreno, con Augusto Creni (entrambi chitarra manouche), e Renato Gattone al contrabbasso. Il Gypsy Jazz Trio proporrà un repertorio tratto dalla tradizione jazz degli anni 30' e 40' nello stile di Django Reinhardt. I tre musicisti hanno collaborato live e in studio con alcuni dei maggiori esponenti a livello mondiale del gypsy jazz: Moreno Viglione con Angelo Debarre e Samson Schmitt. Renato Gattone con Dorado Schmitt e Stochelo Rosenberg, e Augusto Creni con Lollo Mayer e Maurizio Geri.

La formazione presenterà in concerto anche alcuni deliziosi valzer musette della tradizione musicale francese, per un tuffo nelle atmosfere vintage della Parigi anni Trenta. Il live avrà inizio alle ore 21. Per informazioni e prenotazioni: 06-86781296 (dopo le 18) o anche tramite messaggi WhatsApp al 349-9770309. La direzione dell'Alexanderplatz non ha mai dimenticato i giovani talenti, e la serata di domani dà loro spazio: in pedana salirà infatti il pianista Francesco Cavestri, protagonista di un'esclusiva performance in trio che affianca al repertorio jazz anche quello dell'hip-hop italiano, aprendo al R&B e ad elementi del jazz fusion, così come nella cifra del suo primo album "Early 17" uscito lo scorso marzo: nove tracce inedite e i featuring di Fabrizio Bosso e Silvia Donat.

Un progetto che per Paolo Fresu è la testimonianza di come valga sempre la pena proporre "una nuova visione di musica jazz in Italia, vicina alle nuove generazioni, aperta alle contaminazioni e con uno sguardo sempre rivolto alle novità". Domani sera, Cavestri in trio presenterà alcuni brani originali da Early 17 e altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni a cui appartengono anche gli altri due musicisti che lo accompagnano, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti come John Coltrane o Robert Glasper. Sound all'avanguardia per Cavestri, pianoforte, tastiere, synthed effetti, Riccardo Oliva al basso e Joe Allotta alla batteria. Appuntamento alle 20.30.