Cinque minuti di applausi. Ininterrotti. Tutti in piedi. Perché quelle voci, quei cori, hanno toccato la loro anima. È stato un compleanno speciale quello del concerto di fine anno nell'abbazia di Casamari. Un successo la trentesima edizione. Numerose autorità civili, politiche, militari, hanno raggiunto giovedì sera la basilica dei santi Giovanni e Paolo, per assistere a una manifestazione diventata, ormai, una tradizione, ancora più suggestiva perché organizzata in uno dei luoghi più rappresentativi di questa terra di Ciociaria dove la musica ha il potere di animare e fare pulsare una struttura architettonica che è essenzialmente uno "spartito in pietra di un poema sinfonico, come puntualmente ama ricordare il priore emerito Padre Federico Farina, ideatore del concerto di fine anno in abbazia.

Un concerto di fine anno fortemente voluto e sostenuto dalla Banca Popolare del Frusinate, dal Comune e dalla Provincia. Le note dell'emozionante partitura mozartiana, per soli, coro e orchestra, sono state affidate alle voci del soprano Vittoria D'Annibale, del mezzosoprano Fabiola Mastrogiacomo, del tenore Enrico Talocco, del basso Michele Migliori e a due cori, il Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres, diretto da Mauro Gizzi e il Coro Polifonico Comunale Villa Santo Stefano, diretto da Guido Iorio. Il tessuto musicale è stato affidato all'Orchestra Sinfonica Francesco Alviti, direttore concertatore Mauro Gizzi. Ha presentato l'evento Pietro Alviti.

«Il concerto di fine anno può assolutamente, a ragione, essere considerato l'evento principe della musica classica in provincia - ha sottolineato l'abate di Casamari, padre Loreto Camilli - Una manifestazione che splende di luce propria che, dopo due anni di sospensione dovuta alla pandemia, ha potuto finalmente festeggiare la sua 30^ edizione. Un traguardo importante, che testimonia l'attenzione e l'entusiasmo che si sono sviluppati attorno ad essa, manifestati da eccellenti riscontri di pubblico e di critica, come quelli di questa sera , con una basilica stracolma in ogni ordine di posto. È del 1991 l'idea, risultata poi intuizione geniale, da parte del nostro padre Federico Farina, di organizzare un evento di grande prestigio, per festeggiare l'arrivo del nuovo anno e, al contempo, promuovere la diffusione della cultura musicale ad ogni livello ed in ogni ambiente, come parte integrante dell'educazione generale e della vita associata, contribuendo ad avvicinare i giovani ad una corretta ed alta qualificazione in campo musicale. Già dall'inizio si è cercato di dare, nell'ambito delle possibilità, grande importanza ai cori, considerando la voce umana la più alta espressione della sensibilità. D'altronde è un dato ormai acquisito che le chiese delle abbazie cistercensi sono state costruite con accorgimenti e con criteri – che, però, ancora sfuggono – per dare il massimo smalto all'esecuzione del canto gregoriano che è, e che resta, il patrimonio proprio e prezioso della tradizione e del culto del canto monastico». Padre Loreto ha aggiunto «l'abbazia di Casamari è stata scelta non solo per la felice posizione topografica e per motivazioni logistiche e di accoglienza e non solo in quanto punto di riferimento di flusso turistico e di convergenza liturgico-pastorale – soprattutto nei cicli forti del tempo di Avvento e di Quaresima, che terminano nei pienoni delle solennità del Natale e della Pasqua – ma, e soprattutto, come struttura e storia che rappresenta e lega idealmente l'intera provincia al resto d'Europa. Si è cercato di valorizzare questo lungo e profondo respiro storico che l'Abbazia traspira con la sua spiritualità, senza invadere, travolgere e sciupare questa preziosa eredità, ma in punta di piedi, come ospiti e pellegrini, con la più attenta sensibilità alla presenza dei monaci, agli impegni e alle esigenze della comunità, alla sacralità del luogo, alla bellezza della struttura, in atteggiamento di rispetto – nella programmazione, nell'allestimento e nell'esecuzione - delle norme che la Chiesa impone a salvaguardia di questi valori». Infine i ringraziamenti. «Grazie alle istituzioni vicine alla manifestazione: dalla Banca Popolare del Frusinate, al Comune di Veroli, alla Provincia di Frosinone, a tutti i collaboratori che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento, ai musicisti, ai cantanti, ai direttori di coro e orchestra; grazie alle autorità civili e militari intervenute; grazie al confratello Federico Farina per l'ineguagliabile contributo spirituale, scientifico e culturale che continua a offrire a tutti noi; grazie a tutto il pubblico così numeroso accorso e, ribadendo le parole di Papa Francesco, che il Signore offra a tutti noi giorni di gioia e di serenità, perché la sua pace abiti nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità».

Prima del concerto sono intervenuti anche il sindaco di Veroli Simone Cretaro, e Gianluca Quadrini in rappresentanza della Provincia complimentandosi con la comunità monastica per l'organizzazione dell'evento. Tra i presenti anche il sindaco di Monte San Giovanni Campano, Emiliano Cinelli. Tra gli intervenuti il presidente della Banca Popolare del Frusinate, Domenico Polselli, il quale ha portato anche il saluto dell'amministratore delegato, Rinaldo Scaccia, presente alla serata, e del Consiglio di amministrazione. Polselli ha ringraziato padre Federico Farina, ideatore e direttore artistico, l'abate padre Loreto Camilli e tutta la comunità monastica. «Siamo sempre felici e orgogliosi di sostenere e intervenire a questo concerto di fine anno, giunto alla sua trentesima edizione. Il concerto di fine è un momento collettivo che vorremmo sia soprattutto portatore di serenità. Un momento che ci offre l'occasione di incontrarci e di riflettere, in questo gesto di comunione».