Non è un appuntamento come tanti, ma un momento in cui la storia torna a brillare e l'orgoglio per aver restaurato un bene così prezioso sarà uno dei protagonisti, domani alle 16, a San Vittore del Lazio per la riapertura della chiesa di San Nicola dopo gli interventi di restauro architettonico e del ciclo di affreschi medievali del XIIXIV secolo.

Viene così restituito al culto e alle visite «un luogo non rappresenta solo un monumento nazionale, quale è già classificato, ma un vero e proprio "patrimonio dell'umanità"», ha detto l'architetto Silvano Talzilli, tra i relatori in qualità di progettista e direttore dei lavori.

Dopo i saluti del sindaco Nadia Bucci, interverranno per la soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le provincia di Frosinone e Latina, l'architetto Lisa Lambusier, il dottor Lorenzo Riccardi e la dottoressa Chiara Arrighi; dal consorzio "Roma" ci sarà la dottoressa Sabina Recchi.

All'interno della chiesa sarà anche allestita la mostra fotografica che ripercorre gli interventi di cui è stato oggetto l'edificio. Ad annunciare il termine dei lavori di restauro è stata l'amministrazione comunale, mentre la cerimonia di riapertura è stata organizzata in collaborazione con l'associazione "Media Aetas - Sancti Victoris".

La storica chiesa dedicata a San Nicola di Bari è un tipico esempio architettonico di chiesa rurale; consta di una navata centrale ed una laterale destra divise mediante tre archi e due pilastri. Costruita verso il 1100 d.C. dominava il "Borgo de li Greci", ovvero il luogo dove venne ad insediarsi una colonia di greci nell'alto Medioevo.

Gli affreschi della navata centrale sono i più antichi, secoli XI e XII. La Chiesa, monumento nazionale sottoposto alla sorveglianza della Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici ed etno-antropologici del Lazio, è stata oggetto di varie operazioni di restauro conservativo.

È rimasta chiusa al pubblico per motivi di sicurezza dal luglio 2010 a causa di un cedimento della pavimentazione nella prima parte della navata. E adesso potrà tornare a incastonarsi come gioiello del territorio, di nuovo fruibile a tutti.

Grazie alla progettazione e direzione dei lavori del Soprintendente dottor Lorenzo Riccardi e al restauro eseguito dalle bravissime maestranze del Consorzio "Roma" - ha dichiarato Vittorio Casoni-ora potremo ammirare gli splendidi affreschi delle "Opere di misericordia" del martirio di Santa Margherita di Antiochia, di altri dipinti della stessa navata e degli archi! Lo spettacolo dell'arte!».