Dopo due anni di pandemia torna l'appuntamento con "Il Segnalibro", un evento fortemente voluto dalla Banca Popolare del Frusinate e curato, come di consueto, dall'associazione Arkès. Suggestiva la presentazione della nona edizione del premio, tenutasi venerdì 11 novembre alla Città del Vaticano, nella sala conferenze "Giovanni Paolo II" dell'Istituto Maria Bambina.

«Si è rinnovato l'incontro tra l'associazione e i nostri giovani talenti impegnati nella ricerca scientifica, come plantule di un ricco viridarium capaci di stupire per talento e dedizione nell'impiego di energie, profuse nella diffusione di una cultura che è patrimonio comune del nostro Paese, da conservare con grande cura». Queste le parole di Rita Padovano, presidente dell'Associazione Progetto Arkés, quest'anno dedicato al tema "L'edificio battesimale in Italia nel periodo Paleocristiano". 
Ad essere premiato il volume di Giovanna Ferri dal titolo "Gli apparati decorativi dei battisteri paleocristiani in Italia. Materiali e trame iconografiche", tratto dalla sua tesi di laurea.

Un appuntamento particolarmente sentito, per un convegno di grande interesse culturale e con i contenuti del volume illustrati da Alberto D'Anna, vice direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, dell'Università degli Studi di Roma Tre. A moderare Gabriele Papini, assistente del presidente dell'Istituto Internazionale Jacques Maritain, mentre ad aprire il convegno è stata la presidente dell'Associazione Progetto Arkès, Rita Padovano: «La ripartenza – ha detto – deve necessariamente avvenire dai territori, e in questo hanno un ruolo chiave proprio le banche popolari».

L'intervento di Polselli
Del presidente di BPF, Domenico Polselli, i saluti dell'istituto di credito: «Mi preme qui ricordare, anche con un po' di orgoglio, proprio quando la banca festeggia i suoi primi trent'anni, che del mecenatismo culturale il nostro istituto ne ha fatto nel tempo una "buona pratica". E l'iniziativa di oggi lo conferma. La nostra ragion d'essere, la nostra missione di banca di prossimità, di banca locale – ha aggiunto il presidente Polselli – è e rimane quella di stare vicino ai cittadini, alle famiglie, alle loro aspirazioni avendo saputo identificare le loro esigenze e i loro bisogni e di essere garante e sostenitrice della crescita culturale in particolare dei giovani». Ha poi sottolineato l'importanza dell'articolazione a livello locale del sistema creditizio e come BPF abbia vissuto gli avvenimenti che hanno caratterizzato lo sviluppo sociale ed economico del Paese negli ultimi trent'anni. «Questo processo di forte identificazione con le sorti della comunità locale – ha detto il presidente – la Banca Popolare del Frusinate si è adoperata per assecondare le esigenze di un'economia in forte trasformazione e dei suoi operatori, a partire proprio dalle piccole e medie imprese. Una relazione solida e continua, con l'obiettivo di dare un contributo ai loro processi di sviluppo e aiutare le PMI ad essere competitive nel contesto economico. Per quanto riguarda poi il nostro settore, quello creditizio, nell'ultimo decennio, lo sviluppo della concorrenza e i cambiamenti registrati nell'economia locale non hanno impedito alla nostra banca di crescere nel suo territorio d'origine e aumentare la presenza nella capitale». In chiusura Polselli ha ancora una volta ribadito come la BPF sia portatrice «di un mecenatismo moderno, che nel tempo, ha concorso, insieme ad altri enti e istituzioni, a guardare oltre il cospicuo patrimonio artistico di cui disponiamo scommettendo sui giovani e offrendo loro uno spazio in cui poter esibire i propri talenti. A questa giovane umanità preparata e riccamente formata guardiamo e guarderemo sempre con fiducia».

Il commento di mons Iacobone
Molto interessante l'intervento di mons. Pasquale Iacobone, segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. «Questo volume mette in risalto e celebra un complesso di beni (i battisteri di epoca paleocristiana) capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale a testimonianza del rilievo che essi hanno assunto sin dal principio e per tutta la storia dell'era cristiana» essendo «il rito del battesimo, il primo dei sette sacramenti della Chiesa cattolica, quello che statuisce l'iniziazione a Cristo, ovvero, il viatico nel cammino del fedele verso la grazia di Dio». Un intervento che ha portato indietro nel tempo tutti i presenti, all'epoca in cui videro la luce tutti i meravigliosi monumenti descritti nel volume.

Il volume
A illustrare il libro, nella sua laudatio,  il professor Alberto D'Anna, che ha sintetizzato il grande lavoro portato avanti dall'autrice nello studio dei battisteri in Italia. «Il lavoro accurato e approfondito – si legge nella motivazione del Premio – si struttura con sapienza a partire dall'individuazione dello spazio, fisico e liturgico, destinato allo svolgimento del rito per passare, poi, all'analisi delle fonti letterarie e liturgiche, invocate a chiarire – con un approccio interessato principalmente agli aspetti storico-archeologici – l'andamento del cerimoniale all'atto della sua nascita e nei suoi primi passi. In seguito l'indagine si sposta sulla decorazione degli edifici battesimali – che interessa la struttura architettonica e quella decorativa – e che ha lasciato in eredità alla posterità alcuni dei gioielli più preziosi di cui l'arte cristiana si fa vanto, in una profusione di elementi e materiali che non smette di meravigliare per ricchezza e varietà. Questo percorso che attraversa alcuni secoli di storia termina con l'analisi della nascita di un'iconografica destinata in esclusiva ai battisteri sui cui si sofferma ampiamente la Ferri». Molto emozionata la vincitrice del premio, che ha ringraziato i presenti, l'Associazione Arkès e la Banca Popolare del Frusinate per aver investito sul suo lavoro. «Investire sulla cultura e sul territorio è determinante. Per me, che sono nata e cresciuta ad Isola del Liri, è particolarmente emozionante ottenere oggi un riconoscimento che arriva dalla mia terra». Il Premio consiste nella pubblicazione del lavoro e in un Segnalibro del maestro Giovanni Raspini. A consegnarli il presidente della Banca Popolare del Frusinate, Domenico Polselli e l'onorevole Bruno Tabacci, che ha concluso la bella manifestazione. In platea anche l'amministratore delegato di BPF, Rinaldo Scaccia, il vicepresidente Marcello Mastroianni, il consiglio di amministrazione, il collegio sindacale e diversi soci. «È un piacere essere ospiti della BPF. Ho anch'io un'origine bancaria e ho sempre seguito le questioni di questo mondo», ha commentando l'on. Tabacci parlando della storia delle popolari. Un richiamo, da parte di Tabacci, anche all'importanza della responsabilità sociale della banca e alla grande incertezza del nostro tempo. «È necessario che rinasca una nuova storia dei doveri e delle responsabilità, senza i quali non ci sarebbero i diritti, che necessariamente devono camminare sulle gambe dei doveri e delle responsabilità». All'evento erano presenti rappresentanti delle istituzioni, dell'economia, esponenti delle professioni, del mondo dell'informazione e dell'impresa. Tra questi il già ministro della Pubblica Istruzione, onorevole Fioroni.