«I tanti interventi di restauro e di promozione degli aspetti più intimamente culturali realizzati dalla nostra banca – ha esordito Domenico Polselli, presidente della Popolare del Frusinate – rappresentano sia il contrasto al degrado dei beni ma anche un impegno per arginare il degrado morale e sociale che purtroppo si trova dove c'è un bene deturpato o dimenticato. Questo aumenta in modo esponenziale il valore dell'intervento che andiamo a realizzare. Guardare al bene della comunità, difendere e preservare e promuovere questo bene è il fine della nostra azione dal momento in cui ci siamo costituiti trent'anni or sono. Operiamo da piccola banca locale, quello che del resto siamo. Una banca che ha sempre creduto nel proprio territorio, che ne condivide valori, idee e progetti per la crescita e per il progresso e che investe per la propria gente».

Dunque, un'attenzione per il territorio, per i soci e per la clientela che rimane un punto fermo dal quale la Banca Popolare del Frusinate non può prescindere.
Il Premio il Segnalibro, promosso dall'associazione culturale Progetto Arkés e sostenuto dalla Banca Popolare del Frusinate, rappresenta lo spazio che viene offerto ai talenti per mostrare tutte le loro potenzialità e la dirigenza della banca, da sempre attenta a valutare e farsi interprete del futuro in particolare delle giovani generazioni, non poteva non sostenerlo perché il sapere e la cultura non sono mai fine a se stessi, ma sono uno scopo morale per coltivare l'anima elevandola ai livelli più alti e per garantire crescita e progresso.
Il Segnalibro ha in questi anni assunto il valore di un brand con una forte identità che guida tutti coloro che sono animati da un desiderio radicato di comprendere il mondo e condividere con altri questo percorso di conoscenza.

I temi trattati in queste nove edizioni del premio rappresentano infatti con precisione iniziative culturali dotate di valore durevole per la comunità, temi di grande attualità che si pongono come strumento utile per creare un legame fecondo tra cultura e mondo reale.
"La moda italiana dal ventennio fascista alla dolce vita", di Paola Ferraro, presentato nella Sala Trevi a Roma, è stato il lavoro che nel 2013 ha avviato questo percorso virtuoso. È seguito nel 2014 il premio a Silvia Haia Antonucci per il volume "Un amore Capitale – Salvatore Fornari e Roma", un lavoro sul poliedrico esponente dell'antica comunità ebraica di Roma, nel quale è stato evidenziato come storia e identità legano gli ebrei al Lazio e a Roma, unica città dove la loro presenza è stabile da oltre duemila e duecento anni ed alla cui cerimonia di consegna del premio, che si è svolta nella sinagoga grande di Roma, ha visto la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, allora giudice della Corte Costituzionale. Nel 2015 il premio è andato a Silvia Prestipino che con il suo "Diritti umani e giurisprudenza internazionale", presentato nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, ci ha proiettato in quelli che ormai da anni sono i temi più scottanti delle relazioni umane. È seguita Irene Ndogosi che nel 2016, nella Sala della Regina a Montecitorio, piena all'inverosimile, ci ha raccontato della sua esperienza di profuga congolese nel volume "Ba Congolais e la lunga marcia – La mia Africa".

Sicuramente esperienze umane, ma anche profetici approfondimenti su tematiche oggi di grande attualità come lo studio di Marta Cerroni, premiata nel 2017 per "I servizi idrici fra settore pubblico e operatori privati", anche questo presentato nella Sala della Regina a Montecitorio.
E così fino ad oggi: nel 2018 a Gianluca Zompa per il suo "Il rating nei sistemi di controllo di gestione: lo studio di due casi pratici" consegnato nel Tempio di Adriano a Roma; nel 2019 a Elena Marocca per il suo "Gli aspetti innovativi ed evoluzione dell'industria aeronautica: il caso Agusta Westland", consegnato all'aeroporto Moscardini di Frosinone; nel 2020 a Giulia Grillo per il suo "La figura materna in Shiga Naoya", che avrebbe dovuto svolgersi nell'Istituto di Cultura Giapponese di Roma, ma che per causa Covid non si è più svolto.

Quest'anno, dopo la forzata pausa anche del 2021, il premio andrà a Giovanna Ferri per il suo lavoro sugli edifici battesimali in Italia nel periodo paleocristiano. La cerimonia si svolgerà l'11 novembre 2022, con inizio alle ore 17.15 nella sala conferenze Giovanni Paolo II dell'Istituto Maria Bambina in San Pietro.
La Banca Popolare del Frusinate, attraverso le proprie funzioni, da sempre permette alle persone e alle imprese di condurre ogni attività economica, finanziaria e socio-culturale utile a realizzare con successo i propri obiettivi di vita.

L'impegno nei confronti del territorio, inteso come zona in cui la banca svolge queste attività economiche, finanziarie, sociali e culturali, è proprio la rappresentazione della mission aziendale e trova concreta attuazione sia nella presenza attiva nel sistema economico mediante l'investimento nelle attività produttive locali della totalità del risparmio raccolto, sia nel sostegno di iniziative culturali, sportive, filantropiche e benefiche, nonché a favore di enti e associazioni che fanno del no-profit e del sostegno sociale il loro obiettivo costante.

«Abbiamo sempre creduto che le responsabilità della finanza non devono limitarsi alla realizzazione di risultati economici, ma devono riguardare una platea ampia di soggetti fino ad arrivare alla società nel suo complesso. E questo ci ha premiato – ha commentato Rinaldo Scaccia, amministratore delegato della Popolare del Frusinate – La crisi generata dal Covid-19 è stata profonda e lunga. A questa si è aggiunta la grave crisi nazionale e internazionale per la tragedia della guerra in corso proprio ai confini della nostra Europa. Non sappiamo ancora quando si potrà uscire da queste situazioni e quali saranno le prospettive di ripresa dell'economia nel nostro Paese e nel mondo. E tutto questo sta avendo importanti ricadute sul sistema bancario: sui rischi tipici del settore e anche sulla organizzazione degli istituti. Ma il compito di sostenere il territorio mantenendo e anzi sviluppando uno speciale legame di simbiosi con la sua gente è e rimarrà sempre il costante mandato della Banca Popolare del Frusinate».