Il cammino di San Benedetto una splendida realtà. Un gruppo di austriaci incantati dalla bellezza del territorio.
Il cammino di San Benedetto è una grande bella realtà ed è bello vedere un corposo numero di pellegrini sostare ed animare Trevi in un anonimo giorno di ottobre. Anche e soprattutto questo è il Cammino di San Benedetto. Parliamo di un gruppo di ventidue austriaci sul cammino di San Benedetto che si è ritrovato qualche sera fa a Trevi nel Lazio a festeggiare, al ristorante il "Girasole" una eccellenza enogastronomica del territorio, la fine della prima tappa del loro cammino. La comitiva ha potuto apprezzare le prelibatezze locali.

Ma la grandezza di questo, "progetto" nato dalla geniale intuizione di Simone Frignani, che ha disegnato un percorso affascinante sotto tutti i punti di vista, è vedere quotidianamente da marzo a novembre, ma c'è chi si avventura anche in altri mesi apparentemente meno invitanti, pellegrini, in solitaria o in gruppi più o meno grandi, arrivare in paese sfiniti ma sorridenti.

«Un sali e scendi interminabile e indescrivibile - scrive un pellegrino - sui tuoi sentieri ricchi di bellezze, suoni e sacralità... quello che riescono a vedere i miei occhi ad ogni passo immerso in una natura unica e incontaminata è ricchezza per lo spirito. Luoghi, dove ancora esiste, la cortesia, la gentilezza, la disponibilità e la partecipazione al saluto delle genti. Queste, per me sono le pagine di vita che difficilmente cancellerò dalla mia memoria». La riflessione del camminatore racchiude l'essenza della Ciociaria e di questo straordinario itinerario che quest'anno festeggia il decennale.

Trecentoventi chilometri da Norcia a Montecassino da percorrere in sedici tappe di 20/25 chilometri ognuna che ha stravolto in positivo i territori attraversati dal cammino, apprezzato da migliaia di pellegrini che ad oggi hanno attraversato la Ciociaria portando allegria, turismo ed anche economie. In pochissimo tempo, infatti, il cammino è cresciuto e diventato così popolare, ma soprattutto così amato, che si può affermare senza essere smentiti che è uno dei cammini più gettonato d'Italia e con, inoltre, enormi prospettive di crescita. La metà del Cammino di San Benedetto attraversa la Ciociaria: da Trevi a Montecaassino passando per Guarcino, Collepardo, Casamari, Roccasecca, Arpino dove scoprono storia, archeologia, cultura, tradizioni ed enogastronomia in un susseguirsi di "unicità" immersi, poi, in una natura incontaminata di straordinaria bellezza.

Luoghi sconosciuti alla maggior parte di pellegrini che proprio per questo ne apprezzano le virtù tanto che ha dato spunto ad Antonio Polito (vice direttore Corriere della Sera) e Gaetano Quagliarello (ex parlamentare) che lo hanno percorso per intero qualche anno fa insieme a monsignore Andreatta di scrivere due libri sull'esperienza.
È bene ricordare che tutto questo è nato grazie a Simone Frignani che sta facendo conoscere ed amare, da dieci anni a questa parte, questi luoghi a tantissime persone che diventano a loro volta veicolo pubblicitario gratuito di luoghi indimenticabili. Intorno al cammino, però, c'è il lavoro, "oscuro", gratuito ma indispensabile, degli amici del cammino di San Benedetto", il vero motore del progetto, presenti lungo tutto il tragitto che, quando chiamati, da pellegrini in difficoltà sono sempre pronti a risolvere qualsiasi problematica in modo veramente encomiabile: Luisa, Maurizio, Vincenzo, Ivana e il suo B&B a Collepardo e Sonia con il suo albergo ad Arpino sono, insieme a molti altri l'anima genuina del cammino.

Si parla, da decenni, di progetti turistici per la Ciociaria che quasi sempre lasciano il tempo che trovano.
Ebbene c'è voluto un uomo venuto da Maranello per creare un qualcosa di veramente bello ed importante per la Ciociaria sotto tutti i punti di vista. Sarà il luogo di provenienza, Maranello, ma sicuramente Frignani ha avuto ed ha una marcia in più e meriterebbe la cittadinanza onoraria da tutti i Comuni attraversati dal percorso e perché no anche riconoscimenti dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Frosinone che dovrebbero sposare in pieno questo progetto turistico, che potrebbe rilanciare l'economia, dei luoghi attraversati dal cammino. Ma questo è un altro discorso. Intanto è bello vedere tanti pellegrini sorridenti e innamorati della Ciociaria. E scusate se è poco.