Rilanciare il territorio e dare nuovo impulso al turismo in Ciociaria. Questi gli obiettivi del progetto "Paesaggi in movimento", presentato al ministero del Turismo da un ampio partenariato di enti pubblici e privati in risposta al bando "Montagna Italia". A dare impulso all'idea l'esigenza di sostenere le attività imprenditoriali, valorizzare il patrimonio culturale locale e potenziare le infrastrutture esistenti, con il fine di incentivare la fruizione sostenibile delle destinazioni turistiche.

La collaborazione
Promotori dell'iniziativa le reti di imprese "Il maggio e le grotte di Pastena", soggetto proponente rappresentato dal presidente Mario Parisi, "Vivi Amaseno", rappresentata dal residente Luciano Rotondi, "Pofi - La cultura della natura", rete di imprese costituenda che, in attesa della formalizzazione è rappresentata dal sindaco Angelo Mattoccia. Enti pubblici convolti l'Ente Parco regionale naturale monti Ausoni e lago di Fondi con sede a Fondi, la XV Comunità Montana Valle del Liri con sede ad Arce, rappresentata da Rossella Chiusaroli, la XVI Comunità Montana monti Ausoni, con sede a Pico, presieduta da Bruno Martucci e rappresentata da Francesco Piccirilli. Terza componente del patto di collaborazione l'Associazione Ecomuseo Argil, rappresentata dal presidente Italo Biddittu. Compongono lo staff tecnico l'architetto Valentina Mermolia e l'esperta di cicloturismo e certificatrice di piste cicloturistiche europee "EuroVelo" Giulia Cortesi. L'importo richiesto per l'attuazione del progetto è di 660.000 euro.

Il progetto
La proposta scaturisce da un'ampia conoscenza del territorio e dei suoi fabbisogni e deriva da studi svolti a partire dal 2019 indirizzati allo sviluppo di una mobilità sostenibile per la fruizione delle aree archeologiche, storiche e naturalistiche. L'obiettivo è restituire al territorio un ruolo centrale nell'economia locale, attraverso la qualificazione della domanda turistica e la valorizzazione del patrimonio culturale. L'attuale tendenza del turismo locale è quella del "mordi e fuggi". Dall'analisi delle criticità rilevabili in questo settore, come spiegano i promotori dell'iniziativa, è emerso, infatti, come esso sia caratterizzato da timidi flussi giornalieri, limitati per lo più a eventi stagionali e consolidati e, soprattutto, come il visitatore risulti poco informato su quantità e varietà delle realtà attrattive del territorio. Perché l'attività turistica diventi occasione di sviluppo economico, dunque, nel progetto si sottolinea l'esigenza di fare rete per creare un più vasto incubatore di eventi e iniziative che siano tra essi correlati. Il piano di intervento proposto si pone in quest'ottica come strumento di rilancio del territorio attraverso iniziative e itinerari che favoriscano la conoscenza e la comprensione del patrimonio nelle sue componenti ambientali, storico-culturali, produttive e demo-etno-antropologiche. Punta, quindi, a promuovere le tipicità locali e le eccellenze enogastronomiche, anche verso i mercati nazionali e internazionali, oltre che a valorizzare i siti di rilevante valenza storica, culturale e identitaria, come le grotte, i borghi e le aree archeologiche. Prevede, inoltre, lo sviluppo di una partnership tra reti di imprese, associazioni e organizzazioni.

L'idea
Il progetto punta sulla combinazione di trasporto ferroviario e mobilità attiva, su percorsi culturali a piedi e in bicicletta, già esistenti e da creare, facendo delle stazioni ferroviarie le porte privilegiate di accesso sostenibile alle diverse mete. Il progetto pilota verrebbe avviato nel 2024 presso una delle stazioni ferroviarie del territorio. Il principale intervento previsto è, infatti, la realizzazione di una rete ciclabile, la Cicloliri, che colleghi le stazioni ciociare della linea ferroviaria Roma-Napoli e quelle della linea Roccasecca-Avezzano alle varie destinazioni, al fine di ridurre l'impatto ambientale e al tempo stesso promuovere una forma di turismo lento e sostenibile. "Paesaggi In Movimento" punta, poi, al recupero del patrimonio storico degli antichi cippi di confine, creando un nuovo itinerario e puntando al ripopolamento di un territorio ricco di storia e cultura, che vide fiorire la mitica età dell'oro lungo l'antico confine tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato Pontificio. Il progetto mira anche a riaprire il camminamento lungo l'antica linea di confine tra i due regni, attraverso il ripristino e l'ampliamento del sentiero esistente, in modo da permettere la fruizione ciclo-pedonale di tutti i 470 chilometri che da Terracina, dove si trova il cippo numero uno, arrivano a Martinsicuro, in prossimità dell'ultimo cippo. Un viaggio, questo, attraverso la dorsale tirreno-adriatica, alla riscoperta di territori rimasti fuori dal turismo di massa, con lo scopo di sviluppare un flusso sostenibile e ripopolare le zone interne.