Insegna italiano e latino, ma ha una grande passione per la scrittura. Sara Ranalli venerdì pomeriggio ha presentato i suoi primi tre libri pubblicati. L'iniziativa alla Mondadori di Frosinone, dove è stato possibile anche farsi autografare le copie dall'autrice. Durante la presentazione sono stati letti passaggi dei libri dai professori Romolo Martufi, Noemi Ranalli e Eleanna Barberi.

"Aspetti Storici, Dottrinali, Letterari dell'epistolario di papa Ormisda – Il papa frusinate che riunificò la Chiesa". In quest'opera, riprendendo la propria tesi del 1994, la professoressa Ranalli ha analizzato le caratteristiche dell'epistolario di papa Ormisda, dopo averlo interamente tradotto. Ma non solo, all'interno c'è anche un'analisi di tutte le fasi del suo pontificato sotto i vari aspetti: storico, dogmatico e letterario.

La seconda pubblicazione, invece, dal titolo "Appunti di viaggio", è una raccolta di poesie che vanno dall'età giovanile fino ad oggi. Infine, nel suo terzo libro l'autrice ha scelto una selezione di poesie già pubblicate in "Appunti di Viaggio" e le ha tradotte in spagnolo, a cura dalla professoressa Eleanna Barberi. La lingua spagnole mette in luce soprattutto la grande musicalità dei componimenti.

Professoressa Ranalli, come nasce la sua passione per la scrittura?
«Mi sono diplomata al liceo Classico di Frosinone. Dopodiché ho deciso di iscrivermi alla facoltà Lettere, alla Sapienza di Roma, laureandomi con lode in filologia classica. Durante il mio percorso accademico ho iniziato a pubblicare vari saggi e articoli, tra cui quello su papa Ormisda, patrono di Frosinone. Durante la pandemia ho iniziato a trascrivere alcune mie vecchie poesie da cui poi è nato "Appunti di Viaggio". Nel cassetto ho molte storie in prosa che aspettano di vedere la luce. Racconti, un romanzo, un lavoro teatrale e nella testa ho tanti progetti...».

Ci parli un po' dei suoi lavori pubblicati...
«Sono due generi diversi. I libri quindi sono due, pubblicati lo scorso anno: il trattato di Papa Ormisda, con la traduzione delle lettere, e la raccolta di poesie. Il primo è la mia tesi di laurea su Papa Ormisda. Nel 1994 ho tradotto l'intero epistolario, sia del papa, sia dei suoi corrispondenti. Poi ho fatto uno studio dottrinale, letterario dal punto di vista del contesto e delle eresie. In quel periodo storico c'era una divisione tra le chiese e solo papa Ormisda era riuscito a unificarle. Uno sforzo che non durò a lungo, visto che in seguito si separarono nuovamente. Il lavoro del papa è stato gigantesco e poi è rimasto unico nella storia».

"Appunti di poesie", invece, è un genere completamente diverso. Di cosa parla?
«Il secondo libro non è un trattato storico, ma una raccolta di poesie che hanno una cronologia diversa. Partono dalla mia adolescenza, dalla giovinezza fino ad arrivare a qualche anno fa. Sono mescolate non c'è un ordine prestabilito. Poesie che riguardano varie tematiche: la guerra, la violenza sulle donne, la solitudine e l'amore declinato in tutte le sue sfumature. La scelta di non seguire un ordine è dovuta al fatto di far emergere un confronto con la visione di amore da ragazza a quella attuale».

Successivamente come è nata la decisione di tradurre alcune poesie in spagnolo?
«La professore Eleanna Barberi, insegnante di spagnolo, leggendo "Appunti di Viaggio" mi disse: "Alcune poesie sarebbero ancora più belle in spagnolo". Così ho colto l'occasione e le ho chiesto di tradurne qualcuna».

Come riesce a unire passione e lavoro?
«Dal 2000 insegno al liceo scientifico di Frosinone, posso definirmi una veterana. I miei studenti indirettamente studiano un po' di letteratura greca. Quindi i collegamenti sono inevitabili».