La Radeca e Frosinone protagonisti sulla scena... mondiale. La città capoluogo parteciperà all'incontro internazionale Italia – Messico sul tema "L'agave (maguey) e la sua naturalizzazione in Europa". Nel corso della conferenza convocata su piattaforma online, domani, interverrà, infatti, l'assessore al centro storico Danilo Magliocchetti, che parlerà, per l'occasione, di come l'agave (la "radeca") sia uno dei simboli di una delle manifestazioni più sentite e partecipate del capoluogo, il Carnevale storico frusinate.

«La fama del Carnevale storico frusinate - organizzato dalla instancabile associazione culturale Rione Giardino con la Pro Loco, in collaborazione con l'amministrazione - ha da tempo varcato i confini provinciali per diventare uno degli eventi più noti e apprezzati a livello nazionale – ha dichiarato il sindaco, Riccardo Mastrangeli – Con la partecipazione all'incontro internazionale di mercoledì prossimo, la "radeca", la foglia di agave brandita durante i festeggiamenti del Martedì grasso, estenderà ulteriormente la propria popolarità nell'ambito di un palcoscenico ancora più vasto. Il nostro Carnevale storico, del resto, è una manifestazione antichissima e unica al mondo, in grado di unire felicemente folclore e goliardia e di affascinare i partecipanti quale rito di rinnovamento simbolico, vitale, gioioso, travolgente».

«Il Carnevale frusinate rinnova, ogni anno, una consuetudine antichissima, mostrando lo spirito più genuinamente autentico di Frosinone e dei suoi abitanti – ha dichiarato l'assessore Magliocchetti – Il corteo della festa della radeca, in particolare, parte dalla chiesa di Sant'Elisabetta e, dunque, dal Rione Giardino, lì dove ha sede la meritoria associazione che tanto impegno profonde nell'organizzazione della manifestazione e nella salvaguardia delle nostre tradizioni, insieme alla Pro Loco. L'amministrazione crede nell'importanza di custodire i simboli stessi della nostra città, tramandandoli non solo alle giovani generazioni, ma valorizzandoli a livello nazionale e anche internazionale. Per questo motivo, parteciperò con piacere all'incontro tra Italia e Messico per parlare di come l'agave sia uno degli irrinunciabili protagonisti del nostro amato Carnevale. Sarà motivo di orgoglio e onore per me – ha concluso Magliocchetti - portare il nome della città di Frosinone e della radeca a un tavolo di confronto e valorizzazione dell'agave così prestigioso».

All'incontro internazionale prenderanno parte numerose autorità. Da secoli, a Frosinone, il Carnevale viene identificato con la Festa della Radeca, le cui origini sono ancora ignote. Sebbene infatti l'origine delle feste carnevalesche, in genere, si faccia risalire all'epoca romana, alle festività dei Lupercalia dedicate a Luperco, divinità protettrice della fertilità, la Festa della Radeca, così come è conosciuta oggi, probabilmente è di origine più recente.

Si sa che, nell'antica città di Frosinone, fin da tempi antichissimi, in alcuni periodi dell'anno, venivano celebrati riti di fecondità agreste, legati all'alternarsi delle stagioni. Questi riti, con l'introduzione del Cristianesimo, si modificarono fino a trasformarsi nelle più conosciute feste carnevalesche medievali. Tuttavia, quasi sicuramente, tali festività non possono essere fatte coincidere con la Festa della Radeca. Tutto risale ad una serie di eventi storici avvenuti tra il 1798 e il 1799 in Ciociaria e nel suo capoluogo. Il 26 luglio 1798 la popolazione di Frosinone insorse contro le truppe d'occupazione francesi che, in quell'anno, avevano invaso la nostra penisola, portando morte e distruzione in molte località italiane, tra cui la stessa città di Frosinone. La sommossa popolare venne repressa con sangue, saccheggi e il danneggiamento di molti edifici sacri.

L'anno successivo, però, la popolazione, ancora sotto l'occupazione francese, decise di festeggiare comunque il Carnevale secondo la tradizione, scendendo in strada e brandendo una Radeca, simbolo di fertilità, contro la povertà e la fame, prendendosi gioco degli invasori. Quel giorno, i frusinati inviarono un messo ad Anagni, dove risiedeva il generale francese Jean Etienne Championnet, per avvisarlo che Frosinone era di nuovo insorta. Quando il generale arrivò a Frosinone con le sue truppe trovò una folla che festeggiava, sbeffeggiandolo. La leggenda racconta che Championnet, invece di prendersela, molto sportivamente, si unì alla folla e ai festeggiamenti carnevaleschi, bevendo vino rosso e mangiando i tradizionali "fini fini".