I musei sono fatti non per essere visitati, ma per essere sentiti e vissuti. Questo aforisma dello scrittore turco Orhan Paruk, premio Nobel per la letteratura nel 2006, ben introduce una novità assoluta per la nostra Ciociaria, il "mite", un museo diffuso sul territorio della città di Veroli. Già dalla sua denominazione, acronimo di "museo intra terre erniche", possiamo cogliere la portata semantica del progetto, foriero di un tipo di cultura consolidata e sociale che non ha bisogno di essere urlata con slogan da imbonitori di piazza per affermarsi, perché la sua esistenza è legata alla quotidiana, e al tempo stesso atavica, vita di una comunità.

Del resto anche le lettere, tutte minuscole, dell'acronimo rivelano questo messaggio di cultura distensiva, come è nelle intenzioni degli organizzatori, valido tanto più in un drammatico contesto di crisi internazionale in atto. E poi, quale miglior soluzione del museo "diffuso" per esaltare percorsi verolani di interesse naturalistico, storico e artistico, coinvolgendo al tempo stesso i residenti? Il turismo proposto da "Disegni dispari", l'associazione culturale organizzatrice del museo, non è, però, un turismo di tipo classico. Infatti l'associazione, presieduta dagli artisti Pietro Spagnoli e Ornella Ricca, cerca di promuovere un turismo sostenibile, nel rispetto dell'ambiente e del sistema di vita locale.

L'attenzione verso l'ecosostenibilità ben si concilia, poi, con l'orgoglio dei cittadini che non solo desiderano promuovere le bellezze della propria città ma, così facendo, le tutelano, cogliendo pienamente il dettato costituzionale dell'art. 9. La popolazione, con il suo ruolo da protagonista nel valorizzare i posti in cui è nata e cresciuta, diventa così proprietaria responsabile del museo diffuso. Conoscere una dimensione che privilegia la lentezza, la qualità, la sensazione di vivere il posto, la contemplazione delle opere nei loro contesti, nei luoghi, cioè dove sono state concepite e realizzate, vuol dire comprendere il massimo del loro messaggio. Non ultimo, occorre non sottovalutare il ritorno economico che un fenomeno del genere comporta, coinvolgendo non solo la struttura museale ma, anche, tutte le attività commerciali collegate.

Veroli è uno scrigno pieno di tesori, come ci ricorda il sito del "mite". "Disegni dispari" ha predisposto una serie di itinerari cittadini ed extracittadini da effettuare con l'ausilio di guide abilitate della "Cooperativa L'Airone", ognuno con una propria caratteristica e identità e nel rispetto di requisiti comuni quali la lentezza, la rilassatezza, le pause e il riposo. "Sei a Veroli", un itinerario di sei tappe, tra arte, gusto, narrazioni, storia e leggende. "Madonne vestite" sono invece le sette sculture sacre che ornano altrettante chiese nel centro di Veroli che offrono, nel corso della visita, spunti di spiritualità, di memorie, di tradizioni, di antropologia, di storia, di arte e di alto artigianato.

"Veroli nel duecento" dà invece la possibilità di visitare due gioielli architettonici risalenti al periodo indicato dal titolo, l'abbazia di Casamari, uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense, e la basilica di Santa Maria Salome, che con la sua famosissima Scala Santa e importanti affreschi abbraccia cinque secoli d'arte. In "Fatti e Personaggi" è rivelato un intreccio di luoghi e personaggi, di racconti e leggende che ripercorrono, tutti insieme, 4.500 anni di storia della città. Con "Veroli outdoor" è invece possibile passeggiare amabilmente per i boschi incontaminati di Prato di Campoli, apprezzandone la flora e la fauna.

Antichissime cinte murarie, torri medievali, chiese monumentali che presentano al loro interno importanti opere d'arte, palazzi nobiliari, affacci mozzafiato, vicoli e piazze che raccontano di un  passato illustre caratterizzano invece "Arte e Architetture", altro percorso in programma. Infine, "Veroli con noi" è quanto di più bello si possa immaginare dal punto di vista sociale, con un percorso dedicato a persone con disabilità intellettiva e relazionale, sia bambini che adulti.

Il progetto, ambizioso ma reale, gode non solo del consenso popolare, rappresentato dalla famosa ospitalità verolana, ma anche dell' appoggio delle istituzioni più importanti, quali per esempio la Regione Lazio, che gli ha riconosciuto un adeguato contributo. Ricordando e parafrasando una celebre intimazione di Nanni Moretti a Massimo D' Alema di qualche anno fa, il "mite" può essere considerato una degna risposta verolana alla diffusa richiesta: «Dì qualcosa di… cultura!».