La Festa del Primo Maggio nacque come giornata di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche e sociali, per affermare i propri diritti e la propria condizione. "Otto ore di lavoro, otto ore di svago e istruzione, otto ore di riposo": questa era la parola d'ordine che venne lanciata, a metà dell'800, dal movimento dei lavoratori prima spontaneo e poi organizzato in leghe e sindacati. Il 20 luglio 1889 la Seconda Internazionale, riunita a Parigi, decise che il 1° maggio di ogni anno fossero organizzate in tutto il mondo, simultaneamente, grandi manifestazioni di lavoratori per la riduzione per legge della giornata lavorativa.

A Frosinone la giornata del Primo Maggio cominciò ad essere celebrata sin dagli inizi degli anni 90 dell'800, dagli aderenti alla Società Operaia e dai lavoratori più politicizzati. Due giornali locali, "La Falce" e "L'Ernico" dedicarono loro articoli di fondo già in occasione della Festa del 1893. Ancora qualche anno dopo un altro giornale con cronaca locale, "La Gazzetta Latina", scriveva il 1° maggio del 1897: «Come i cristiani del primo secolo erano costretti dalle persecuzioni dei tiranni d'allora a celebrare i loro riti nelle catacombe, così la grande famiglia dei lavoratori del mondo è obbligata dai tiranni moderni (tutti uguali in ogni tempo) a celebrare in privato la grande festa del lavoro».

Nel 1898, l'anno della più feroce repressione antipopolare in tutta Italia, lo stesso giornale registrava che a Frosinone: «Il Primo Maggio è passato quasi inosservato. Si fece una sottoscrizione che riuscì a una ventina di lire onde celebrare la data operaia. L'Ispettore di polizia invitò a desistere un operaio di Frosinone e uno di Terracina da una riunione indetta alla Madonna della Neve. Il denaro raccolto è stato inviato al giornale socialista "L'Avanti"». Anche nei due anni successivi (1899 e 1900) la giornata fu ricordata dai lavoratori frusinati con riunioni clandestine sempre nei pressi della chiesa della Madonna della Neve.

Grazie al miglioramento del clima politico nazionale nella primavera del 1901 fu possibile festeggiare pubblicamente la Festa dei lavoratori con un grande banchetto organizzato dalla Società Operaia al quale parteciparono, come scrisse "La Nuova Gazzetta Latina", «più di cento bravi operai vestiti a festa con fiammanti cravatte rosse». Nel 1902 La Festa fu celebrata con una "refezione campestre" alla quale presero parte gli iscritti a Circolo Democratico Operaio appena nato in città. Nel 1903 il Primo Maggio cadde in una fase di grande difficoltà per le masse popolari italiane e anche a Frosinone i lavoratori costretti a manifestare per la mancanza di lavoro e l'aumento dei prezzi di prima necessità.

Nel 1904 la ricorrenza venne festeggiata su iniziativa dei tipografi della Federazione dei Lavoratori del Libro con una "festa campestre" nel corso della quale parlò, tra gli altri, Gino Bugani, segretario della sezione cittadina del Partito socialista appena fondata. Nel 1905 la Questura di Frosinone vietò il tradizionale corteo della mattina per le vie della città con la bandiera spiegata e la banda musicale. La manifestazione si tenne comunque nel pomeriggio sul terreno messo a disposizione dall'avvocato Leone Vivoli, nei pressi della Madonna della Neve. La Festa del 1° Maggio del 1906 si svolse sotto un rovescio d'acqua torrenziale che non impedì il formarsi di un grande corteo che, dopo aver percorso le strade della città al suono dell'Inno dei Lavoratori, si concluse con un comizio in Piazza Garibaldi dell'avvocato Ernesto Trapanese della direzione nazionale del P.S.I.

Nel pomeriggio meta della tradizionale "passeggiata" fu il casale di Enrico Piccirilli in Via del Campo. Per il Primo Maggio del 1907 la Sezione socialista organizzò una riunione campestre nei pressi dell'Osteria del Matthaeis dando appuntamento ai partecipanti davanti alla sede de Partito in Corso Vittorio Emanuele (Teatro Isabella). Nel 1908 per vari motivi non si tenne la tradizionale festa e gli iscritti della locale sezione del Partito socialista decisero di recarsi nella vicina Isola del Liri dove era prevista una manifestazione imponente. Il Primo Maggio del 1909 si tenne un grande comizio in Piazza Garibaldi, organizzato dalla sezione socialista, sui temi dell'abolizione del dazio sul grano e per il suffragio universale. Per la prima volta erano presenti al comizio numerosi contadini di Frosinone e dei paesi vicini. Anche in occasione del 1° Maggio del 1910 la rivendicazione del suffragio universale fu al centro della tradizionale manifestazione che si concluse con un comizio del maestro Vincenzo Minotti, del giornalista Carlo Chiapponi e dell'avvocato Domenico Marzi.

Il primo maggio del 1911 il corteo che attraversò le strade della città fu particolarmente imponente e in Piazza Garibaldi parlarono ancora una volta Vincenzo Minotti a nome della Società Operaia e l'avvocato Domenico Marzi per il Partito socialista. In serata si tenne anche una festa da ballo al Circolo sportivo che si protrasse fino alle quattro di notte. Per il Primo maggio del 1912 la sezione socialista di Frosinone deliberò di rimandare la festa alla domenica successiva aderendo all'invito della Federazione delle Leghe contadine per partecipare a Ceccano, il 5 maggio, alla grande manifestazione contro i soprusi dei proprietari terriere e di molte amministrazioni comunali.

Nel 1913, dopo il corteo e il comizio mattutino, alle quattro del pomeriggio nella "Casa del Popolo" di Corso Vittorio Emanuele l'avvocato Leone Vivoli tenne una conferenza su "La democrazia nell'ora presente". La Festa del 1° maggio 1914 non fu molto partecipata: solo il 50 per cento dei lavoratori si astennero dal lavoro ma, a sera, tutta la città era in Piazza della Libertà ad assistere al concerto del maestro Antonio Romagnoli. La Festa dei lavoratori a Frosinone dopo la lunga interruzione degli anni della prima guerra mondiale, tornò ad essere celebrata nel 1919 con la tradizionale "scampagnata" nei pressi dell'Osteria De Matthaeis. Nel 1920 la Festa si svolse nel centro cittadino con corteo, banda musicale e comizio finale del deputato Domenico Marzi, al quale parteciparono più di 800 persone.

L'anno successivo la Festa del Primo Maggio cadde proprio negli ultimi giorni della campagna elettorale per la tornata politica del 15 maggio 1921 e tutte le iniziative del Partito socialista e della Camera del lavoro per celebrare la ricorrenza videro lo scatenarsi delle prime squadre nazionaliste e fasciste. Nel 1923 il fascismo al potere cancellò la festa del 1° Maggio e proclamò il 21 aprile, data della presunta fondazione di Roma, la sua giornata del lavoro. A Frosinone negli anni del primo dopoguerra la Festa dei lavoratori si era sempre svolta con grande partecipazione di popolo almeno fino al 1922 quando, nonostante le provocazioni dei fascisti, si erano tenuti il consueto comizio nei locali della Camera del lavoro e, nel pomeriggio, il tradizionale corteo in direzione delle campagne intorno alla Madonna della Neve.

Negli anni successivi, anche a fronte di una situazione politica sempre più pesante, molti lavoratori di Frosinone celebreranno il Primo Maggio astenendosi individualmente dal lavoro, recandosi in piccoli gruppi in località concordate e, soprattutto, organizzando sottoscrizioni per sostenere la stampa socialista e comunista almeno fino a quando, nel 1926, ne sarà impedita la stampa e la diffusione. La Festa dei lavoratori tornerà ad essere celebrata in Italia e a Frosinone pochi giorni dopo la Liberazione del 25 aprile del 1945 mentre la seconda guerra mondiale, finalmente, si avviava alla sua conclusione.