Si intitola "L'Era della Rabbia" l'album d'esordio del collettivo ciociaro-pontino "dellarabbia" uscito nei giorni scorsi per Numero Tre Music / Sony Music / Columbia. Prodotto e mixato da Federico Garofali e masterizzato da Gianni Versari, "L'Era della Rabbia" è una lucida istantanea dei nostri tempi, un album sorprendente che coinvolge ospiti di rilievo come Tommaso Cerasuolo (Perturbazione) e FiloQ. Il disco, anticipato dai singoli "L'Enigmista", "La panchina (come Forrest Gump)","Il Molise non esiste" e "Come Medusa", è un album che il quintetto definisce "duale", e che vuole riassumere in meno di cinquanta minuti tutte le contraddizioni del periodo in cui siamo immersi, tramite quattordici tracce che oscillano tra l'indie, il folk e il pop cantautorale. Il titolo e la copertina (realizzata da Leonardo Roma) non lasciano spazio a equivoci: una giovane coppia si tiene per mano mentre osserva l'alba alzarsi su una città avvolta dalle fiamme.

Sin dal primo singolo "L'Enigmista", il quintetto, che ama definirsi un collettivo musicale, si è fatto notare con un sound allo stesso tempo accattivante e ricercato.
Strumenti "classici" come il violino, le chitarre acustiche, pianoforti e ukulele si incastrano su beat elettronici e linee di basso "contemporanee" che strizzano l'occhio all'R'n'B e al rock alternativo. Le liriche cercano di tenere insieme il racconto e di evocare sensazioni, visioni e allucinazioni, di una realtà e di una società decadenti e in disfacimento. Brani come "I Nostri tempi" in cui la voce del cantante Marco De Vincentiis si incrocia con il featuring di Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione oppure "Ci siamo persi", "Quanto costa la felicità?" o ancora "Quello che resta di noi" sembrano la soundtrack perfetta per i momenti più complicati di questo periodo storico. Temi come le fake news ("Il Molise non esiste"), l'incattivimento dei social network ("L'Enigmista", "La panchina come Forrest Gump"), l'emigrazione giovanile ("Per non tornare"), la depressione e la solitudine, il bisogno di reagire, ("Co me Medusa", "Nella tua trincea", "Sotto a chi tocca") sono tutti raccontati con un linguaggio personale mai banale e pieno di ironia amara.

In questo album però c'è anche spazio per ballate orchestrali profonde ("Sottomarino Giallo", "Cosa vuol dire mai più") riff e melodie scanzonate ("Lo stunt-man"), che evocano la tradizione italiana da Dalla a Rino Gaetano e Brunori Sas, la scuola dell'indie cantautorale dei Perturbazione, TARM ed Ex-Otago, ma allo stesso tempo fanno pensare al NuFolk internazionale di Mumford and Sons, Frank Turner, Vance Joy e i Lumineers. Non manca anche una bonus track nella versione per le piattaforme digitali, realizzato dal producer FiloQ che sposta "Sottomarino giallo" in zone sonore elettroniche tribali e inaspettate.
«Questo album –dicono i della rabbia – è l'insieme di molte cose. Per noi "L'Era della Rabbia" è un vero concept album. Ogni citazione, evocazione di fatti, persone ed eventi realmente esistenti o esistiti, è fortemente voluta».