Paesaggi spogli, fiato condensato, brividi sulla pelle: eppure c'è un freddo più intenso, quello emotivo. Gennaio sulle cime imbiancate, gennaio sugli scheletri degli alberi, sulle strade ghiacciate, ma è più gelido il gennaio dell'anima. E' il racconto viscerale di Daniele Scarsella, quello che esprime con la sua ultima canzone, 'Mentre Gennaio'. Il brano, impreziosito dalla featuring di Federico Palladini, coautore del testo, si apre con un omaggio ai fiorentini Diaframma, nella loro più piena aurea new wave e post punk. E mentre l'intimo è solo, quasi spersonalizzato, etero-diretto – come lo definiscono gli stessi autori -, ci si guarda indietro.

Tornano suoni, colori, odori. Ci si perde in una dolce malinconia, si cambia. Si riparte. L'artista Daniele Scarsella, voce e chitarra, padre di parole, note e immagini, dirige quindi anche il video, quest'oggi pubblicato in anteprima. Girato a giugno, in uno scenario che scoppia di verde, quel verde così lontano dai toni asettici dell'inverno. Un'antitesi che esplode di passione ed energia: il testo canta gennaio, la visione non l'asseconda eppure ne coglie l'essenza, quella sprigionata dal movimento. Una palpebra che continua a battere rivela un occhio che osserva, chissà se fuori o dentro di sé. Lo spiega proprio lui, nell'immaginifica opera audio-visiva, l'ultima creatura di un percorso segnato dalla devozione alla seconda arte e iniziato alla fine degli anni '80.

Daniele è però artista a tutto tondo e riesce ad andare anche oltre il canto e il suo strumento, mettendosi dietro la macchina da presa - nel caso di questo video assieme al cameraman Stefano Di Ruscio -, e perfino ideando un format audio-visivo denominato "Noise Zone", incentrato sugli autori-compositori della nostra provincia. Un'eccellenza nata a Sora, 47 anni fa, che ha realizzato quest'ultimo lavoro con un'altra eccellenza, Federico Palladini di Frosinone. A dimostrazione che la Ciociaria è ancora terreno fertile per l'arte, la cultura e le loro mille e più interpretazioni. 'Mentre Gennaio' non è, però, brano a sé ma l'apripista di un discorso concettuale più ampio, il primo estratto dall'album 'La sable des souvenirs', che uscirà digitalmente nel corso di questo 2019.

L'intervista a Daniele Scarsella

Da dove nasce questo pezzo?
"'Mentre Gennaio' è, da una parte, l'istantanea di un periodo che si aggira intorno agli anni ‘90 e rievoca alcuni momenti del vissuto sia mio che di Federico. Sono ricordi legati a un'età emozionalmente molto stimolante: musica, amori, la prima saletta prove...Dall'altra si riferisce al freddo penetrante di un inverno emotivo".

Come lo descriverebbe stilisticamente?
"Il brano si può definire pop: ho cercato un suono morbido e lavorato su un arrangiamento essenziale".

Ha diretto anche il video, qual è il leit motiv di questo connubio che però non lega immagini e parole?
"Il testo della canzone è ricco di immagini, per cui girare un video descrittivo sarebbe stato fin troppo didascalico. Così ho favorito un approccio creativo, lasciandomi guidare dall'istinto. Desideravo un' ambientazione quasi fumettistica e volevo fosse riconoscibile, meno standard per dirla in breve. Nella postproduzione ho voluto esasperare la percezione delle immagini, con un rosso che grida caldo, passione, energia. Infine, una palpebra che continua a battere rivela un occhio che osserva, chissà se fuori o dentro di sé".

Come si è realizzata la collaborazione con Federico Palladini?
"Federico ed io ci conosciamo artisticamente da molto tempo e ci stimiamo reciprocamente, quindi l'idea di collaborare è venuta in modo molto naturale. Inizialmente avevamo pensato ad un progetto live, proponendo sul palco brani dei nostri repertori; in seguito, però, gli ho proposto di scrivere insieme degli inediti: così abbiamo cominciato a scambiarci impressioni, immagini, pensieri e da lì a poco è nato il brano "Mentre Gennaio". L'abbiamo registrato nel mio studio a gennaio 2018, insieme ad Andrea Villani (Batteria), Eros Capoccitti (Basso) e Massimo Merolle (Chitarra Elettrica). Federico ha cantato e suonato la chitarra acustica, mentre io mi sono occupato dell'arrangiamento, della realizzazione e del programming, oltre ad aver cantato e suonato chitarra acustica ed elettrica".

C'è un messaggio particolare che voleva far passare?
"In questo brano, ad un passato emotivamente ricco risponde un presente reso arido da una sorta di atarassia. Ecco, per tentare di superare questo vuoto interiore sarebbe bene voltarsi indietro, allo scopo di riscoprire noi stessi e trovare l'energia e il coraggio per guardare al futuro. In fondo il mese di gennaio deve il suo nome al dio bifronte Giano, che per i romani sovrintendeva al passaggio. Passaggio che, in questo caso, è una ripartenza".