Il percorso della memoria nel terremoto del 13 gennaio 1915, un viaggio nella storia di un popolo che dalle macerie ha trovato la forza di rialzarsi. L'iniziativa, col sostegno del Comune, punta a trasformarsi in un progetto turistico per l'intera provincia. Promosso da associazioni del territorio, insieme alle aziende agricole locali e le strutture ricettive, il percorso, in programma domenica prossima dalle 8.30, prevede la visita guidata nel paese abbandonato dopo il terremoto del 1915.
Anziani del luogo, tra ricordi e racconti, illustreranno gli eventi drammatici che cancellarono il borgo, dal castello baronale ai palazzi.

Guiderà la visita Ottavio Cecchinelli, memoria storica del paese e autore di numerose pubblicazioni sul tema. Le salme estratte dalle macerie furono 109 e ci vollero circa due mesi per recuperarle tutte. Molti morirono in seguito per le ferite riportate. La maggior parte erano donne, sorprese in casa, mentre gli uomini erano al lavoro nei campi. Ben 36 i bambini, anche loro sorpresi in casa di primo mattino. I mezzi limitati, la guerra imminente, la difficoltà a raggiungere i luoghi aggiunsero dramma al dramma.

Il terremoto con epicentro nella Conca del Fucino colpì l'intera Marsica, le regioni vicine e la scossa (settimo grado della scala Richter) fu avvertito dalla Pianura Padana alla Basilicata. I morti furono oltre 30 mila. I soccorsi arrivarono con forte ritardo e il ruolo della ferrovia fu fondamentale. Il paese fu ricostruito a monte, grazie al contributo di molte città italiane.
Ma le macerie sono ancora lì come monito. E da quei posti, ormai desolati, partirà la visita per rendere omaggio alle vittime dei terremoti di ogni epoca.