Clinamen, nelle riflessioni di Lucrezio sul pensiero epicureo, è condizione naturale e spontanea a una deviazione materiale e concettuale che consente l'avvento di nuove fenomenologie. Grande successo di pubblico al Camusac per Clinamen mostra antologicadi Renato Ranaldi acura di Bruno Corà. Nei vasti ambienti del Museo di Cassino sono esposti un cospicuo numero di lavori, di differente da Bruno Corà definisce Ranaldi: «Uno tra gli artisti più radicali e sconcertanti sulla scena artistica italiana ed europea a partire dagli anni Sessanta del XX Secolo e tuttora attivo, refrattario a ogni identificazione critica che intenda coniugare la sua opera con tendenze emovimenti venutisiamanifestare negli ultimi sessant'anni.
Dopo le diverse espressioni dei"Concet ti spaziali" di Fontana, il riduzionismo delle "Linee" di Manzoni e le "Superfici" di Castellani e dopo il rovesciamento spazio-temporale dei "Quadri specchianti" di Pistoletto, quella di Ranaldi con i "Fuoriquadro" e i "Fuoriasse" sia la proposta linguistica più arrischiata ma anche più coraggiosa e fondata di questi anni» Sarà possibile comprare le stampe e aiutare così la ricerca sul cancro tazione, recanti il denominatore comune di una devianza ideativa e linguistica nei confronti di presunte normative che tanto la tradizione artistica quanto l'attualità e l'oscillazione dei gusti, che la caratterizzano, imporrebbero di osservare. Sono pertanto presenti in mostra sculture quali veri complessi plastici come, Bilico celeste, 1988, presentato alla Biennale di Venezia del 1988, Tetrabalulo, 1989, Ikona, 1996, Bilico d'i' ciucho e la berva, 2003, Nudo sdraiato, 2005, La joie de mourir, 2007 e una serie di "Fuoriquadro" di diversi anni e misure, oltre ad alcune nuove installazioni realizzate in situ negli ambienti del museo in occasione della mostra.