Che cosa hanno in comune la Otis Redding Foundation di Macon e la Ciociaria? Una persona. Il professor Gianni Blasi, etnomusicologo, storico, e, per qui pochi che non lo sapessero, vero ispiratore del gemellaggio tra Isola del Liri e New Orleans, stretto nel 1997. Gianni Blasi, profondo conoscitore del jazz e delle tradizioni musicali anglosassoni, è il ponte tra due realtà per la realizzazione di importanti progetti culturali. Tutto nasce, quasi per caso, la scorsa estate quando Blasi partecipa ad un convegno storico a Sacramento organizzato sulla seconda guerra mondiale dalla prima forza speciale.
A margine di quell'appuntamento, parlando con degli amici, viene a scoprire che a Macon, in Georgia, esiste una fondazione, intitolata ad Otis Redding di cui Blasi è sempre stato un profondo conoscitore ed ammiratore, la cui missione è quella di potenziare, arricchire e motivare l'e d u c azione dei giovani attraverso l'istruzione in musica. L'istituzione è stata fondata nel 2007 da Zelma Redding, moglie di Otis, e dai suoi tre figli. Una realtà dinamica che, da qualche tempo, sta pensando di esportare il proprio modello fuori dai confini della Georgia e degli Stati Uniti.
Il viaggio da Sacramento a Macon è lungo. La distanza è più di 4.000 chilometri, ma è un viaggio che alla fine si rivelerà una sorta di intinerarium mentis, perché tra la famiglia Redding e Gianni Blasi scatta subito un feeling speciale che ha come denominatore comune il sound di Otis.
«A loro sembrava di parlare quasi con uno della propria famiglia» ci ha detto Blasi. «Ci siamo trovati subito ha continuato il professor Blasi e abbiamo messo in campo alcuni idee, la volontà di portare avanti progetti comuni per la crescita e l'educazione delle nuove generazioni nel segno della musica». Ma di che tipo di progetti parliamo? Blasi, nella sua qualità di esperto di etnomusicologia, terrà dei corsi e dei seminari nell'accademia della fondazione Redding, ma soprattutto l'istituzione di Macon è intenzionata a sbarcare in Italia nel 2019 e ad instaurare degli scambi artistici e culturali tra giovani americani ed italiani e «in special modo della provincia di Frosinone ha concluso Blasi perché, contrariamente a quello che si possa pensare la nostra terra ha molto da condividere con quelle realtà. E poi sarebbe uno straordinario percorso di formazione e di crescita culturale per tutti quei ragazzi che nella vita hanno fame di imparare e di fare bene». Una incredibile opportunità che potrebbe aprire degli scenari importanti e una occasione da cogliere al volo.