Parte venerdì, con un'anteprima nell'inedita location dell'Abbazia di Montecassino, la XXXII edizione di Atina Jazz Festival, uno degli eventi artistici clou dell'estate. Da oltre tre decenni la manifestazione accoglie i grandi nomi del panorama musicale nazionale ed internazionale e accende i riflettori degli appassionati sul piccolo borgo sannita.

Nei giorni scorsi è stato reso noto il programma ufficiale della rassegna: la serata di domani vedrà esibirsi Aeham Ahmad, pianista palestinese nato in un campo profughi alla periferia di Damasco, che ha elevato la musica ad arma contro la guerra, raggiungendo il mondo intero con le sue note, suonate tra le macerie delle città della Siria. La sua esibizione nel Chiostro del Bramante del monastero benedettino promette emozioni uniche.

Atina Jazz si avvale, anche per quest'anno, della direzione artistica di Antonio Pascuzzo che spiega alcune delle scelte fatte per il Festival: «la ricerca di nuovi spazi per la fruizione musicale è un tema a cui tengo particolarmente. Credo che il palco, inteso in senso classico, sia uno schema abusato, che può essere superato, per il bene dello spettacolo, ma anche per accentuare la percezione sensoriale ed emotiva che un concerto incoraggia. Seguendo questo concetto abbiamo scelto Aeham Ahmad, che ha suonato sotto le bombe ed incrocia il suo destino con un luogo, Montecassino, che è stato anch'esso simbolo di una guerra passata. Sulla stessa idea – prosegue Pascuzzo - si svolgeranno le serate del 5 e 6 agosto, con Simona Sciacca e Ntjo (New Talents Jazz Orchestra), che suoneranno rispettivamente a Picinisco e Posta Fibreno, in scenari favolistici e adattati all'o c c a s i one in modo straordinario, tra palchi naturali e galleggianti sull'acqua».

Il centro della manifestazione resta comunque Piazza Marconi, ad Atina, che ospiterà la settimana centrale del Festival. Sabato 15 luglio apertura con le inconfondibili melodie di Fabio Concato, vero big della musica italiana. Martedì 18 luglio spazio a Marialy Pacheco e Joo Kraus, pianista cubana e trombettista tedesco per un ensemble inaspettato, alla ricerca di sonorità nuove. Il 19 luglio sarà la volta di Mafalda Arnauth,che dopo la scomparsa di Amalia Rodrigues è la nuova ambasciatrice del fado nel mondo.

Giovedì 20, riflettori puntati sul piano di Matthew Lee, esuberante musicista e vero acrobata dello strumento, con cui ha realizzato particolari riletture di classici del rock. Il 21 luglio, ultima serata con il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e la voce sublime di Petra Magoni. «Una lineup di alto livello – commenta Antonio Pascuzzo - per un Festival di suoni dal mondo, per sentirsi parte di esso e accendere la luce su posti che chiedono attenzione». E che ricambiano con artisti che regaleranno un grande evento.