Quando si rinnovano le tradizioni, quando si fa squadra per la comunità, quando si portano avanti manifestazioni che coinvolgono grandi e bambini, il successo è assicurato. E le emozioni, il divertimento, l'aggregazione non mancano. Come non sono mancate domenica scorsa, nel cuore del paese lepino, dove si è rinnovata la polentata di Sant'Antonio. Tante persone, anche dai paesi limitrofi, hanno raggiunto piazza San Nicola, a Supino, per prendere parte alla manifestazione e, soprattutto, per gustare la polenta. Molto apprezzata la degustazione, con tanto di complimenti estesi agli organizzatori, a chi ha preparato la polenta, a chi pazientemente si è proposto per "girarla".

Il profumo, poi, del sugo di salsicce, ha fatto venire ancor di più l'acquolina in bocca. Il parroco don Sergio Reali, oltre ad aiutare a "girare" la polenta, ha benedetto tutti i presenti all'iniziativa. Non è mancata la musica, non sono mancati gli stornelli, i balli. Il gruppo folk "Nuisimodusupino" ha allietato l'evento con la musica popolare. I componenti sono stati felici di partecipare a un evento così speciale per il paese lepino. Il gruppo ha così commentato sulla pagina facebook l'evento, con tanto di book fotografico.

«In questa fredda giornata di gennaio, come da tradizione, si è svolta la polentata di Sant'Antonio a San Nicola, Supino. Un'emozione straordinaria, la tradizionale festa in onore di S. Antonio Abate, santo patrono degli animali, che si ricorda il 17 gennaio. Questa festa popolare non ha mutato nel tempo la sua identità, le sue radici storiche, i suoi usi e costumi grazie alla volontà di quelle persone che la rinnovano ogni anno. Nella piazzetta di San Nicola, gremita di supinesi e non, sono stati allestiti i pentoloni per la polenta accompagnata dalle salsicce e offerta, dopo la benedizione del parroco don Sergio Reali, alle persone presenti e a chiunque arrivasse con un recipiente da riempire. Grazie per averci permesso di stare lì, non si tratta solo di "dovere" culturale per mantenere viva la tradizione, ma di una vera crescita della nostra musicalità e del nostro essere cittadini attivi». Un appuntamento, dunque, riuscito, grazie anche a tutti coloro che hanno collaborato per non far morire la tradizione.