Sarà il borgo medievale di Gallinaro ad ospitare, domani alle 21 in piazza Antonio Zeppa, la prima in Ciociaria del film diretto da Edoardo Palma "Quando sarò bambino" che vede protagonisti talenti della nostra provincia, tra cui il produttore Romeo Ricci e l'illustratore, fumettista e in questo caso sceneggiatore Adamo D'Agostino. Il film vanta un cast d'eccezione, spiccano su tutti i nomi di Lello Arena, Sergio Rubini e Antonio Petrocelli. Una commedia che racconta l'infanzia: sei storie narrate in sei decenni diversi, dagli anni 50 ad oggi, che si ricongiungeranno soltanto nel finale. Già disponibile su Amazon Prime Video, ora anche a Gallinaro, in una cornice mozzafiato, per la seconda Edizione di "Pellicole sotto le stelle", promossa dalla Pro loco.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Adamo D'Agostino, classe 1973, nato a Toronto ma cresciuto a Villa Latina, dove vive. Formatosi all'Accademia Disney di Milano, entra a nello staff creativo della Walt Disney Company come illustratore e fumettista. Parallelamente lavora nel settore pubblicitario come Copy writer e Art director. Diventa direttore creativo di Ikea, Kellogg's e Coca Cola, per poi collaborare nel settore editoriale per ragazzi e in quello cinematografico. Docente di comunicazione visiva e scrittura creativa all'Accademia di belle arti di Foggia e la Scuola Internazionale di Comics di Napoli.

Il mondo lavorativo degli adulti è spesso grigio, frenetico. Non che il tuo lavoro ne sia privo, ma c'è stato un momento particolare in cui hai capito che quel sogno di bambino sarebbe diventato il tuo lavoro?
«Ammetto che nel mio lavoro sono circondato da colori e storie di fantasia ma non privo di momenti molto impegnativi e di grandi rinunce. Ho cominciato come tanti ragazzi che, alla fine degli studi superiori, basano le proprie scelte su cosa si debba fare, piuttosto che su cosa si voglia fare; quindi mi sono iscritto a ingegneria e, tra un esame e l'altro, ho continuato a leggere fumetti e guardare cartoni animati. Un giorno per puro caso mi sono imbattuto in un concorso di fumetti e ho deciso di provarci. Ho realizzato la mia prima storia a fumetti e alla fine è arrivato l'esito: avevo vinto una borsa di studio, ma come miglior sceneggiatore. Come disegnatore all'inizio ero un po' deluso, poi ho riscoperto quanto in realtà amassi raccontare storie».

Quali sono stati i tuoi primi lavori importanti? Raccontaci un po' il tuo percorso da Villa Latina a New York...
«Potrei citare la mia prima pubblicazione su Topolino, il primo cartone animato da studente o la collettiva a New York, il film o i corti che ho realizzato da produttore. La verità è che tutti i miei lavori sono stati importanti, e non sono io a dirlo. Perfino i primi lavoretti di grafica, che fossero semplici menù, locandine o biglietti da visita, mi hanno insegnato qualcosa. Soprattutto a rincorrere i primi clienti per farmi pagare (sorride, ndr). Sono particolarmente legato addirittura alle cose non riuscite. Ho molti lavori irrealizzati, semplicemente perché non andavano bene. Lo sottolineo sempre ai miei allievi: non bisogna mai fermarsi ai primi ostacoli. Tutto quello che ho fatto mi ha reso quel che sono, errori compresi».

C'è stato un incontro decisivo per il tuo lavoro?
«Nel mio lavoro ho incontrato diversi editori e produttori, ma come sceneggiatore cinematografico questo film è il mio esordio, cominciato proprio grazie a un incontro fortuito con Romeo Ricci della Primus. Un'altra giovane produzione cinematografica ciociara. Con questo film abbiamo voluto raccontare il mondo dei grandi attraverso gli occhi dei bambini perché quando si cresce spesso dimentichiamo l'importanza di rimanere curiosi e lasciarci sorprendere da quello che ci circonda. È grazie a lui che questo messaggio è stato portato in giro in alcuni dei festival internazionali più importanti del mondo in Paesi come Canada e Cina. Un po' come per il calcio, sono felice di fare il tifo per la nostra provincia».

Quando sarò bambino, in realtà, non nasce come un film. Raccontaci…
«Proprio così, non era un film, ma una possibile serie televisiva con ben dodici storie. Man mano che la sviluppavo nel dettaglio la produzione vedeva il suo vero potenziale e Romeo, il produttore, si è appassionato così tanto al progetto da volerne un film. Insieme al regista selezionammo sei storie e iniziai a riscrivere unendole in un'unica trama. La produzione iniziò a reclutare attori, e che attori! Delle dodici iniziali ne mancano sei, che magari vedremo in un secondo film».

Quali saranno i progetti per il tuo futuro?
«Nel mio cassetto ci sono ancora tante storie, alcune da disegnare, altre da animare e altre ancora da scrivere».
Nell'attesa ci si dà appuntante con Adamo D'Agostino, e non solo, a Gallinaro domani sera per la seconda edizione di "Pellicole sotto le stelle" con la prima in Ciociaria del film "Quando sarò bambino". Sguardo incollato allo schermo e una sbirciatina al cielo... Sono le notti delle stelle cadenti, hai visto mai quei desideri – come accaduto a D'Agostino – si avverino...