Mi sono avvicinato con grande cautela e rispetto nello studiare e analizzare l'immensa e ormai quasi cinquantennale produzione artistica di Fausto Roma. La sua arte rappresenta oggi più che mai un grido di riscatto e rivincita della bellezza umana in una fase dolorosa e buia che il mondo sta attraversando. Ecco perché la mostra, che inaugura un'interessante stagione culturale fortemente voluta dal sindaco Mastrangeli nel palazzo comunale di Frosinone, si chiama "Ascoltare l'arte".

È ascoltando la bellezza che possiamo riappropriarci della forza creativa e medianica del talento umano. Fausto Roma, orgoglioso figlio della terra di Ciociaria, a questo obiettivo ha dedicato la sua intera vita, volta a non fare cadere nel vuoto l'eco dell'arte che non vuole sottrarsi al suo scopo principale e fondamentale, elevare la qualità spirituale degli esseri umani. Fausto Roma ha fatto della sua esperienza artistica, al pari dell'amore per Patrizia e i suoi figli, l'unica ragione della sua esistenza. Chi lo conosce e apprezza e ama la sua arte, si immerge emotivamente in un percorso infinito tra forme e colori.

Mani, quelle di Fausto, che sovvertono la natura quando plasmano il vetro o l'acciaio delle sue sculture o quando alzano verso il cielo qui a Frosinone un albero della pace, monito alla cittadinanza e soprattutto alle nuove generazioni di quanto la pace come la libertà siano sempre da difendere e tramandare. Fausto Roma deve essere chiamato maestro perché la sua abilità di imprimere i colori sulla tela non ha mai voluto conservarla egoisticamente.

La sua meravigliosa casa laboratorio che ricorda lo studio parigino del grande scultore rumeno Constantin Brancusi, è sempre aperta ai giovani che vogliono trarre e arricchirsi della sua esperienza, dei suoi consigli o semplicemente come nel mio caso della sua amicizia. Ricordo Fausto portare qualità, innovazione artistica e speranza in occasione della 54ª Biennale di Venezia, dove i colleghi e la critica furono unanimi nel celebrare la sua opera. Fausto imprime nelle sue opere un percorso suggestivo e immaginario ove cercare e riconoscere il forte valore simbolico ed evocativo dei suoi lavori induce ogni osservatore, anche il meno esperto, a una forte riflessione interiore come a stimolare la voglia di riscatto e meraviglia che ogni essere umano custodisce spesso inconsapevolmente.

Un artista che in cinquanta anni di duro lavoro non ha mai cercato il compiacimento o la benevolenza della critica, non si è adagiato alle correnti e alle condizioni artistico-narrative dei luoghi e dei tempi attraversati e vissuti, insomma, come nell'identità del popolo ciociaro, mai piegato al compromesso. Un grande artista abile con il suo talento a esprimersi sia nelle piccole che nelle grandi dimensioni, a riprova della sua profonda conoscenza della tecnica e della grande arte italiana del passato. Qui vengono esposte cento opere, una piccola rappresentazione di una produzione artistica sconfinata, per un'iniziativa benefica in collaborazione con la fondazione Boccadamo, sempre attenta alle esigenze sociali del frusinate. Buona visione dell'arte e buon ascolto dei messaggi interiori e sensibili di Fausto Roma, un artista le cui opere come il suo cognome non si possono dimenticare.