"RipartEndo". È il titolo di una delle ultime iniziative di una giovane che sta facendo molto per far sentire, con la sua voce, quella di tutte le donne che soffrono di endometriosi, una patologia ancora poco conosciuta che in Italia colpisce circa tre milioni e mezzo di donne.
L'attivista e tutor regionale per il Lazio dell'associazione "La voce di una è la voce di tutte", Tiziana Genito, ha scritto un libro, dal titolo "RipartEndo", che verrà presentato il 5 novembre alle 17.30 nella sala consiliare di Piedimonte San Germano.

Tiziana Genito con grinta e determinazione continua, intanto, il suo tour nella provincia di Frosinone per l'installazione delle panchine gialle e per parlare del tema soprattutto alle ragazze, che seguono gli incontri sempre con grande attenzione. Non manca la curiosità di conoscere il significato delle panchine gialle e così su ognuna di esse, dipinta del colore indicato dalla campagna da ciascun comune, viene posta una targa con un qr-code per poter comprendere il perché della panchina posizionata nei diversi centri cittadini.
Il sogno di Tiziana Genito è quello di concludere il suo impegno vedendo in ogni comune della provincia di Frosinone una panchina gialla. L'abbiamo contattata in vista dell'uscita del suo primo libro sull'endometriosi il cui editore è Davide Strambi.

Non solo iniziative e inaugurazione delle endopank, ma anche un libro...
«Si intitola "RipartEndo". Credo che dalla malattia si può e si deve ripartire senza perdere il sorriso e la voglia di lottare. Ci sono testimonianze vere e struggenti di donne affette da endometriosi che si sono raccontate senza filtri».

Intanto prosegue anche con l'inaugurazione delle panchine...
«Le endopank in provincia di Frosinone sono a quota diciotto con l'ultima di domenica scorsa inaugurata a Campoli Appennino, il 29 invece a Isola del Liri e il 30 a Collepardo».  Secondo lei cosa bisogna fare ancora per aiutare le donne che soffrono di endometriosi?
«Credo che debbano essere formati ginecologi esperti in endometriosi, forniti gli strumenti necessari e debba esserci una copertura assistenziale delle donne affette da endometriosi».

Un consiglio che si sente di dare alle donne?
«Di non smettere mai di lottare».

Cosa la spinge a far sentire la sua voce per l'endometriosi?
«Ho imparato a chiedere aiuto e a non vergognarmi di essere affetta da una malattia rara ma assai diffusa. Ho preso un impegno: salvare le giovani donne e rendere la vita di noi donne affette da endometriosi meno dolorosa».
Tante le panchine inaugurate, cosa vuol dire per lei?
«Siamo a quota 18, un bellissimo traguardo a livello provinciale. La provincia di Frosinone è la prima provincia in Italia con il maggior numero di endopank. Sono orgogliosa di me. Le endopank sono uno spiraglio di luce nel buio della disinformazione».

Tante amministrazioni hanno risposto al suo appello...
«Sono grata che tante amministrazioni comunali abbiano risposto senza tentennamenti al mio appello. Bisogna continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica e spero che tutti i comuni della Ciociaria aderiscano a questo progetto bellissimo. Continua la mia mission».