Si inaugura il 29 luglio la prima edizione del Festival della cultura a Castelliri, dedicato alla memoria di Falcone e Borsellino. L'evento spicca nel panorama delle manifestazioni ciociare sia per l'importanza dei temi trattati e sia per il parterre degli ospiti particolarmente ricco. Nelle quattro serate si alterneranno Stefano Massini e Giovanni Impastato (29 luglio), Leo Gassman (30 luglio), Paolo Crepet (31 luglio) e Carlotta Vagnoli (6 agosto). Abbiamo incontrato gli organizzatori, a partire dal sindaco Fabio Abballe, che ha parlato dei punti di forza di Castelliri. «Oltre alla collocazione geografica ideale quanto a facilità di collegamenti con i centri limitrofi – ha sottolineato il sindaco Abballe – Castelliri gode anche della capacità di attrarre l'attenzione delle istituzioni e degli organismi sovracomunali attraverso un modello di amministrazione sano e puntuale, che ha portato l'ente a favorire e potenziare uno sviluppo territoriale, commerciale e industriale proprio dei grandi centri. Ma la vera forza di Castelliri sono le persone, i cittadini.

Forte e radicato è infatti il senso di appartenenza a questo paese, l'associazionismo è fiorente, come pure l'attenzione al sociale e alle categorie più deboli. Solo questi valori ci hanno permesso di realizzare, per il Festival, un cast di ospiti di rilevanza internazionale».
Emilio Di Folco, vice sindaco con delega alle politiche giovanili, si è invece soffermato sull'importanza di questo evento per i più giovani. «Il Festival è importante soprattutto per i giovani – ha detto – La crisi più grave che oggi viviamo, tra le tante che stanno attraversando il nostro tempo, è proprio quella relativa alla carenza di valori e di cultura, l'unica cura a questa società malata. E ridare ai giovani degli eroi che hanno combattuto il male, pagando il coraggio con la vita ma fungendo da esempio per le future generazioni».

L'appuntamento che parte il 29 luglio si inserisce in un cartellone estivo molto variegato. Ne abbiamo parlato con Lorenza Iafrate, assessore alla cultura.
«Il festival si inserisce in un contesto musicale e ricreativo molto ampio e rivolto a tutte le fasce di età. Il cartellone dell'estate 2022 offre spettacoli musicali di vario genere, intrattenimento per bambini e serate danzanti, il tutto allietato da stand enogastronomici dal sapore prettamente ciociaro. Nel mezzo del percorso si collocano quattro serate del Festival dedicato al ricordo di Falcone e Borsellino che ospiterà personalità di immenso spessore culturale e artistico. Nelle nostre intenzioni c'è il desiderio di avviare un cammino di riflessione su grandi tematiche quali, per esempio, la lotta alla mafia e le discriminazioni che le donne sono spesso costrette a vivere nel cammino di affermazione personale e professionale.

Dopo due anni di pandemia, i festival sono l'occasione per tornare ad abitare la spazio pubblico, a condividere idee e opinioni. Penso soprattutto alla sensibilizzazione che questo nostro festival possa avere sia sui giovani che sugli adulti, facendo loro ascoltare e toccare con mano le varie esperienze che potrebbero trovarsi di fronte nella quotidianità della vita. Pensando alla realtà del mio piccolo paese, questa è una grande opportunità per crescere come cittadini attivi e sempre più sensibili verso temi così importanti, affinché di violenza sotto ogni punto di vista non si debba più parlare».

Ma come è nata l'idea di questo festival? Ce lo ha spiegato Andrea De Ciantis, assessore al bilancio e all'ambiente: «Nasce da un foglio bianco sul quale erano scarabocchiati quattro quadranti, rinvenuto per caso sul pavimento alla fine di una riunione di giunta a metà febbraio. Quel foglio, così schematico ma anche rivoluzionario per la sua riottosità a esaurire la sua funzione nel cestino, ci ha suggerito con la sua semplicità di organizzare un evento culturale basato su quattro temi: legalità, libertà e pace, disagio socio-giovanile e violenza di genere».

E perché dedicarlo a Falcone e Borsellino?
«"Se le cose sono così, non è detto che debbano per forza andare così. Quando c'è da attuare un cambiamento, quando c'è da rimboccarsi le maniche, in molti preferiscono lamentarsi e non fare". Queste parole di Falcone – ha detto l'assessore De Ciantis – ci sono servite da sprone per cercare di rimettere la cultura al centro della nostra comunità che, in piccolo, rappresenta l'intera società. Ricorrendo poi il trentesimo anniversario dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio ci è sembrato doveroso dedicarlo a chi ha lottato, e non ha perso, contro la mafia, l'illegalità, la sopraffazione. Non è stato affatto facile, soprattutto per oggettivi motivi di contenimento delle spese, ma alla fine siamo riusciti nel nostro intento. E siamo orgogliosi di questo».