«Il vero potere non sta dove tutti pensano che stia». Sergio Rizzo riserva al finale della conferenza il nocciolo della questione affronta nel suo ultimo libro. "Potere assoluto, i cento magistrati che comandano in Italia" (Solferino), è stato presentato sabato sera a Veroli, nella galleria la Catena nell'ambito degli enti "Veroli città che legge" in collaborazione con la libreria Ubik di Frosinone. Prima di affrontare la conferenza-intervista sul saggio, Sergio Rizzo, in passato giornalista del Corriere della Sera e de la repubblica, autore con Gian Antonio Stella del best seller "La casta", è stato accompagnato dalle ragazze del servizio civile in tour guidato al museo cittadino e alla sala consiliare.

Rizzo è rimasto favorevolmente impressionato da Veroli tanto che, a fine serata, con piacere ha gradito l'omaggio del sindaco Simone Cretaro di un volume proprio sulla città ernica. La presentazione del libro è stata aperta dal consigliere comunale Francesca Cerquozzi che ha ricordato l'importanza della cultura e della rassegna che sta portando a Veroli personaggi come appunto Sergio Rizzo. A quel punto il giornalista ha illustrato alla platea il suo lavoro, concentrato su una particolare categoria di magistrati: i giudici amministrativi. Rizzo ha fatto un excursus storico per spiegare la genesi del Consiglio di Stato e come, progressivamente, il ruolo dei consiglieri di Stato ora sia sempre più preponderante all'interno dei posti chiave dei ministeri.

Svolgono il ruolo di capo di gabinetto, scrivono le leggi e i decreti attuativi. Gli stessi però - ha evidenziato Rizzo - che svolgono altre funzioni precluse ai magistrati ordinari. Come assumere il ruolo di giudici sportivi, soprattutto nella Federcalcio, dirigere gli arbitrati, anche se adesso sono stati stoppati, o le scuole che formano i futuri giudici. La discussione si è incentrata su diversi casi di attualità e del passato. Evidenziata l'anomalia di magistrati che spesso hanno fatto ricorso, per i motivi più disparati, dagli avanzamenti di carriera, ai riconoscimenti della causa di servizio, alla questione del fuori ruolo, a quello stesso organo, Consiglio di Stato, del quale hanno fatto o, in alcuni casi, facevano ancora parte.

Da qui la riproposizione della proposta di un' Alta corte di giustizia. Un accenno pure al caso delle elezione del Molise annullate o alla particolarità della Sicilia che ha un suo Consiglio di Stato. Altro argomento trattato quello dei "piccoli Csm" che via via sono nati tra le magistrature speciali, a cominciare proprio dal Consiglio di Stato. Non poteva mancare un accenno ai fuori ruolo, alle "porte girevoli" che non riguardano soltanto i magistrati ordinari - ha spiegato Rizzo - ma soprattutto quelli amministrativi. Il giornalista ha evidenziato la necessità di separare le funzioni tra i magistrati che esercitano la giustizia amministrativa e quelli che vanno ad occupare i posti chiavi nell'amministrazione pubblica. Solo così, infatti, si realizza compiutamente quella separazione dei poteri che, altrimenti, rischia di risultare compromessa.

Anche per quella serie di relazioni che si intersecano con il mondo della politica, dell'avvocatura e dell'imprenditoria. Non sono mancati riferimenti ad alcuni scandali. In chiusura di conferenza il riconoscimento che il vero potere sta in chi gestisce i ministeri, spesso restandoci molti più anni dei ministro. Quindi, su sollecitazione del pubblico, che il libro tratta un 2-3% delle cose che andrebbero svelate sulla pubblica amministrazione. Infine, il botta e risposta con il sindaco Simone Cretaro (che ha citato Calamandrei e Moro) sul vuoto lasciato dalla politica, riempito proprio da chi regge le fila della pubblica amministrazione.