Aveva sette anni quando, per la prima volta, si esibì in pubblico con la Ciaccona dalla Partita n. 2 di Bach e alcuni Capricci di Paganini. Roba tosta, tanto per scaldarsi. Qualche tempo dopo, all'età di dodici anni, la critica lo considerava "artisticamente e tecnicamente maturo". Talento purissimo. Inevitabile, così, la scalata.
Quel bambino, Uto Ughi, non si è più fermato. Si è esibito ovunque e con le più rinomate orchestre sinfoniche. Oggi è considerato uno dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana. Per uno così, quindi, credi sia sempre stato tutto facile. E invece ti spiazza, come sanno fare quelle melodie che, alla fine, ti restano dentro. «Ha mai avuto difficoltà?» Gli domandano. E lui, con un sorriso, risponde: «Ho solo avuto difficoltà». Come a dire che il talento, seppur cristallino, senza il sacrificio non ti porta lontano.

In questo modo siamo partiti dalle battute conclusive della cerimonia di premiazione, svoltasi all'interno di Palazzo Jacobucci, che ha insignito il maestro Uto Ughi del Premio alla carriera da parte della Provincia di Frosinone, dell'Orchestra da Camera di Frosinone e dell'Accademia delle Belle Arti che, per l'occasione, ha realizzato un'opera artistica. Un riconoscimento apprezzato dal violinista che, già in passato, aveva fatto tappa in Ciociaria. Terra per cui spende parole d'elogio. «Vi ringrazio afferma per avermi accolto qui ancora una volta. Sono straordinariamente sorpreso dal fermento culturale, dall'entusiasmo e dalla passione per l'arte e la cultura che si respirano in questo territorio. Un grande amico musicista mi diceva sempre di curare soprattutto i luoghi piccoli perché c'è maggiore attenzione e meno dispersività delle grandi città. Aveva ragione, sono più accoglienti. Voglio ringraziare anche l'amico Maurizio Turriziani che mi ha invitato diverse volte qui».

Impossibile non parlare del periodo storico che stiamo attraversando. Con una riflessione sul settore musicale e, più largamente, artistico. Anche grazie alle domande poste via social dagli studenti del liceo musicale Bragaglia. «Questo è un momento di grande difficoltà.
In molti hanno sofferto estanno soffrendo. Mi riferisco anche alla questione economica che ha visto coinvolti anche molti giovani. Le riaperture dei teatri di questi giorni? Era ora. A mio avviso non avrebbero dovuto chiuderli in modo indiscriminato. Mi auguro che possa esserci sempre maggiore attenzione per la cultura e che la musica non debba più soffrire come invece ha fatto nell'ultimo anno».

Il maestro, in una discussione con il professor Maurizio Agamennone che ondeggia tra ricordi e questioni tecniche, trova lo spazio anche per riflessioni speranzose in chiave futura. Nel segno della cultura e delle giovani generazioni. Su queste Uto Ughi ha sempre scommesso. Durante la sua carriera professionale, infatti, ha avuto anche un ruolo importante come divulgatore musicale. Sua la trasmissione "Uto Ughi racconta la musica" andata in onda nel 2008 su Raiuno. Dieci puntate in cui il maestro, dopo l'esecuzione di uno o più brani, parlava proprio con i ragazzi. «Sono molto colpito dal fatto che qui ci sia un'Orchestra da camera, oltre a un Conservatorio: sono sicuro che la città di Frosinone e l'intera provincia avranno un futuro. Quello che più conta oggi – spiega - è il sentimento della solidarietà perché èattraverso questa che la cultura e le nostre tradizioni potranno essere tramandate ai giovani che sono il nostro futuro. Il compositore e direttore d'orchestra austriaco Gustav Mahler diceva: "La tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco" ed è il fuoco della cultura e dell'arte che dobbiamo mantenere sempre vivo per le generazioni che verranno».

Grande soddisfazione per il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo per un'iniziativa che ha acceso i riflettori sulla Ciociaria con la presenza di Uto Ughi. «Ospitare qui oggi uno dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana – afferma Pompeo -  rappresenta prima di tutto un appuntamento prestigioso per la nostra istituzione che, nell'ambi to del progetto Provincia Creativa, ha continuato a promuovere bellezza, arte e cultura anche durante il periodo difficile dell'emergenza Covid, quando interi settori, tra cuiquello culturale appunto, hanno subito pesanti battute d'arresto». Il maestro Uto Ughi, prosegue il presidente della Provincia, «oltre a una prolifica attività concertistica sia in Italia che all'estero è senza dubbio uno dei più autorevoli testimoni della diffusione del patrimonio musicale». Cultura e turismo sono le parole chiave del discorso di Antonio Pompeo.

«È anche dalla cultura –sottoli nea che dobbiamo ripartire oggi, in una fase delicata e fondamentale per il contrasto a questo terribile virus che deve vederci impegnati non soltanto nei settori e nelle funzioni chiave per il rilancio del Paese, ma anche in una nuova stagione di cultura e turismo. Investire sulla cultura, infatti, non è soltanto un dovere costituzionale ma una delle azioni principali per favorire la crescita economica, sociale e identitaria del nostro Paese, di cui la Ciociaria è tra le più fervide e indiscusse ambasciatrici. E il rapporto speciale con un artista di fama internazionale come il maestro Uto Ughi non fa che confermarlo».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il vicepresidente della Provincia Luigi Vacana, ideatore del format Provincia Creativa. «Avere ospite il maestro Uto Ughi – afferma - significa anche e soprattutto fregiare il nostro territorio di una presenza non solo artisticamente illustre ma anche culturalmente vicina a una provincia che non ha mai smesso di organizzare eventi e appuntamenti mirati alla valorizzazione delle nostre eccellenze. Il maestro Ughi, che in passato ha anche ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Monte San Giovanni Campano, è una delle più alte testimonianze di comela nostra terra abbia ospitato e richiamato personalità di eccellente levatura artistica, morale e umana anche in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo. Lo ringraziamo per la sua presenza qui oggi e per le splendide parole spese per la nostra provincia e per tutti i giovani».

L'incontro si è concluso con la consegna del premio realizzato dall'Accademia delle Belle Arti di Frosinone, rappresentata dalla direttrice Loredana Rea. «L'opera è uno spartito che diventa libro e, quindi, testimonianza diretta delle nostre radici – ha spiegato Questa è la terra in cui il libro è nato ed è stato custodito per tramandare arte e cultura attraverso l'elemento della carta che contraddistingue l'antica tradizione cartaria del nostro territorio. Voglio ringraziare la professoressa Eleonora Pusceddu e le studentesse Erika Panetta e Giuliana Sangiovanni che hanno realizzato questa meravigliosa scultura». Al termine della cerimonia il maestro Ughi è stato accompagnato per un tour nella Valle di Comino con visita nella città di Atina.