È già arrivato il freddo ma bastano poche note di sax per riportare in alto la temperatura. Il bello della musica, d'altronde, è anche questa capacità di riscaldare i cuori di chi l'ascolta e di regalare emozioni. Questo grande potere ce l'ha sicuramente James Senese, formidabile musicista napoletano ma soprattutto esploratore del pentagramma alla continua ricerca di quelle sonorità che spaziano tra il rock, il jazz e la fusion, ma senza mai rinnegare quella canzone napoletana che riempie i vicoli della città partenopea.

Gaetano, questo il suo vero nome, è nato a Napoli il 6 gennaio 1945, nel quartiere Miano. Nelle interviste si definisce spesso «un figlio della guerra» essendo, come molti ragazzini venuti alla luce sul finire del secondo conflitto mondiale, il frutto della relazione tra James Smith, un militare afroamericano, e la giovane napoletana Anna Senese. Inizia giovanissimo la sua carriera di sassofonista con vari gruppi (Vito Russo e i 4 Conny, gli Showmen) in cui mette subito in evidenza il suo estro ma la vera svolta arriva però con i "Napoli Centrale", da lui fondati nel 1975, e autori di un jazz-rock intriso di fusion ma dai forti richiami alla canzone popolare.

Tra gli album del gruppo vanno sicuramente ricordati alcuni capolavori come il primo omonimo, "Mattanza", "Qualcosa ca nu' mmore", "Zitte! Sta venenn' 'o mammone" o ancora "'0 sanghe" (premiato nel 2016 con la Targa Tenco come miglior album in dialetto).
Oltre ad avere definito un suono che ben rispecchia Napoli, James Senese ha un forte legame con la sua città, un attaccamento magnificamente descritto dalle parole di Edoardo Bennato in "Ll'America", brano contenuto nel doppio disco dal vivo "Aspettanno 'o tiempo" (2018): «Io song' nato cca', e cca' voglio resta', chi se ne fotte e'll'America, l'America sta cca', sta dint'a'chistu core, e dint'a stu' sassofono».

Da solo, James Senese esordisce invece nel 1983 con un bellissimo album omonimo, seguito l'anno dopo da "Il passo del gigante". L'ultimo, "È fernut' o' tiempo", è uscito nel 2012. Artista eclettico e dai molteplici interessi, James collabora spesso anche con il cinema, come nel 1982 quando cura la colonna sonora e interpreta se stesso nel film culto "No grazie, il caffè mi rende nervoso", di Lodovico Gasparini con Massimo Troisi e Lello Arena. Nel 2000 appare in "Zora la vampira" dei Manetti Bros, mentre nel 2010 prende parte a "Passione", diretto da John Turturro. Sempre nei panni di se stesso ha partecipato due anni fa al film "Una festa esagerata" di Vincenzo Salemme.

Come non ricordare, infine, la sua collaborazione con il grande Pino Daniele, nei primi anni di carriera, suonando nel supergruppo di quest'ultimo assieme a musicisti del calibro di Tullio de Piscopo, Tony Esposito, Joe Amoruso e Rino Zurzolo. Con una carriera così ricca e varia, sarebbe un peccato perdere questa sera alle 21 l'esibizione di James Senese e i Napoli Centrale in piazza Manlio Castelli di Ausonia, nell'ambito della "Notte della Taranta". Il concerto sarà a numero chiuso per rispettare la normativa anti Covid sul distanziamento sociale, ma le note, lo sappiamo, viaggiano in libertà fino ad arrivare al cuore di tutti.