Bella, brava, dolce, solare, ma se si chiudono gli occhi e si ascolta la sua voce, la bellezza diventa di poco conto davanti alla capacità di arrivare al cuore. E le carte lei, Ilaria Cretaro, c'è l'ha tutte. Anzi, ha proprio la musica nel Dna. Ilaria Cretaro classe 1994, di Boville Ernica, continua ad emozionare. È uscito in questi giorni il nuovo singolo "Se potessi".
Ilaria inizia gli studi per il suo grande amore "il canto" all'età di 10 anni. Partecipa e vince tre concorsi canori provinciali, fino ad arrivare al 2010, anno importante che segna l'inizio della sua carriera. Proprio nel 2010 vince una borsa di studio al Centro Europeo di Toscolano di Mogol per divisione spettacolo musica e cultura diplomandosi poi nel corso interpreti. Il 2017 la porta sotto l'ala di Beppe Carletti dei Nomadi. Per la realizzazione del suo primo singolo "Angelo della Notte" parlano di lei radio e testate giornalistiche nazionali. Apre concerti dei Nomadi in tutta Italia continuando il suo percorso da cantautrice. Nel 2020 inizia una nuova collaborazione e il produttore artistico è Massimo Satta docente del C.E.T. e spalla del maestro Mogol.
Un altro singolo ed è già un successo. "Se potessi" come nasce?
«Semplicemente è nato! Racconta una storia autobiografica. Ho ascoltato la musica, fatte mie le sue parole, ascoltato il suo pianto ed eccolo qua».
Nel videoclip anche una tua amica. Danza e voce in un tutt'uno di magia...
«Credo fortemente che il canto, come la danza o qualsiasi arte in genere, sia fonte di confronto, sentimento, complicità ed unione. Elisa Fabrizi, oltre ad essere una mia grande amica è stata per "Se potessi" la mia più grande complice».
Che differenza c'è tra la Ilaria di "Angelo della notte" e la Ilaria di "Se potessi"?
«Beh, Angelo della Notte rappresenta per me l'inizio poi ci sono tre anni di lunghe attraversate, sconfitte, vittorie, pianti e sorrisi, mai però arrese. Ecco appunto oggi "Se Potessi", dove maturità ed esperienza camminano per mano».
Come nasce la tua passione per la musica?
«È stata lei a nascere insieme a me, esattamente 26 anni fa».
Un consiglio che senti di dare ai giovani che vogliono inseguire il tuo stesso sogno?
«Tenacia e altre mille volte tenacia. Bisogna lottare in questo sogno, tanto quasi da farlo sembrare una guerra».
Qual è il segreto per non spegnere mai l'entusiasmo e dare il massimo davanti ai fan?
«Sono proprio loro il segreto per dare sempre il massimo. Quando dal palco incontri quegli occhi, quelle voci e quel calore è impossibile non essere entusiasti, infatuati ed esaltati».
L'emergenza Covid-19 ha interrotto gli spettacoli dal vivo, qual è il tuo auspicio?
«Penso che il Covid-19 oltre ad essere una grande sconfitta per l'essere umano, è stato per molti fonte di rinnovo ma soprattutto di regole. Ovvio, spero di tornare a cantare presto e di rivivere la normalità. Spero in tanti futuri live da sballo».
A chi dedichi il tuo ultimo lavoro?
«A me stessa e a nessun altro. È la mia rinascita».
Chi senti il dovere di ringraziare?
«Dietro ogni progetto importante ci dev'essere sintonia, collaborazione e duro lavoro. Li ringrazio uno ad uno: in primis ed in modo speciale il produttore artistico Massimo Satta. Eugenia Martino, Fabrizio Foggia, Matteo Caretto, Scene Music Studio, Elisa Fabrizi, Luca Fiorini, Andrea Ginko e Sognincorso di Lorena Cretaro».
Prossimi progetti?
«Tanti, vari, diversi. Nuove idee, nuove avventure e tanti nuovi singoli».