Si è svolta il 19 dicembre (nel giorno della scomparsa dell'attore) la terza edizione del premio "Fontana Liri per Marcello Mastroianni", organizzata come di consueto dal Comune di Fontana Liri e dal Centro Studi e Documentazione Marcello Mastroianni: quest'anno, dopo le passate edizioni in cui sono stati premiati Michele Placido e Giulio Scarpati, la scelta è caduta sull'attore Sebastiano Somma, apprezzato interprete di molte fiction televisive di successo come "Sospetti", "Senza confini", "Madre Teresa", "Un caso di coscienza".

Nel corso della manifestazione è intervenuto, inoltre, Adriano Pintaldi, autore e curatore di programmi di cinema, consulente Rai, membro del David di Donatello, Presidente del Roma Film Festival, che ha presentato il volume "Caro Marcello".Un doveroso ricordo quindi è stato rivolto alla memoria di Barbara Mastroianni, figlia di Marcello, recentemente scomparsa. Così Sebastiano Somma ha voluto ricordare la figura di Marcello Mastroianni, veraicona del nostro cinema, l'unico attore italiano che ha saputo incarnare (con il giusto disincanto che gli era congeniale) le declinazioni del divismo internazionale: "Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere Marcello Mastroianni nei miei primi anni a Roma, dove mi ero appena trasferito.

Ricordo peraltro di aver assistito alle riprese di "Maccheroni" di Ettore Scola sul lungomaredi Napoli, in cui Marcello recitava al fianco di Jack Lemmon, ma in quell'occasione, per la mia giovanissima età, non riuscì ad avvicinarmi a lui. A Roma invece, ci fu il nostro primo incontro, nei pressi di Cola di Rienzo, dove Marcello era impegnato a girare ed in un momento di pausa, lo ricordo seduto con questo bavaglino bianco al collo, che serviva per non macchiarsi la camicia con il trucco, tirai fuori il coraggio e mi avvicinai a lui.

Gli dissi "sono un giovane attore, posso farle qualche domanda, Maestro?" e lui mi invitò a sedere e con la massima semplicità si intrattenne a parlare, dandomi anche dei consigli: di lui mi colpirono subito la grande umiltà e il senso di umanità, davvero una grande persona. Anni dopo, quindi, io nel frattempo ero diventato un attore più conosciuto, ci ritrovammo di nuovo, seduti uno accanto all'altro, in occasione di una proiezione del film di Valerio Zurlini, "L'ultima notte di quiete": purtroppo era già molto malato. Ricevere questo Premio, intitolato a lui, per me ha un significato particolarmente importante: Marcello è un punto di riferimento per ogni attore".